Lettera aperta di Celentano

Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, comunisti, fascisti, leghisti e operai costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani. Gli unici che, fino a prova contraria, hanno saputo distinguersi da tutti gli altri popoli IMBECILLI per aver avuto, già 24 anni fa, la saggia intuizione di dire NO alla bevanda radioattiva che, in nome di quel “benessere” tanto sbandierato da Berlusconi, ti uccide in cambio di un voto contro la VITA.

Ma oggi purtroppo il pericolo radioattivo, e quindi di morte lenta e dolorosa, è di gran lunga maggiore di quanto è avvenuto in quegli anni. Che peso può avere oggi la saggezza degli italiani se poi chi ci governa fa dei discorsi cretini come quello che abbiamo ascoltato a Porta a Porta dal ministro Paolo Romani? “Innanzitutto essere nuclearisti – ha detto – non può essere definita una bestemmia. Lo sono tutti i più grandi paesi del mondo, l’America, la Russia, la Cina, il Giappone e tutti i paesi europei. L’unica grande potenza industriale che non ha il nucleare è solo l’Italia”. Come dire che, se la maggioranza dei paesi industriali vogliono suicidarsi, la logica vuole che chi non si suicida è un mascalzone. Purtroppo invece, caro ministro, essere nuclearisti non solo è una bestemmia, ma significa essere DEMENTI fin dalla nascita. La verità è che il vostro è un trucco per indebolire il referendum: senza il quesito del nucleare (e ora state tentando di far saltare anche quello sull’ACQUA), sperate che il LEGITTIMO IMPEDIMENTO non raggiunga il quorum. Stavolta credo che sarà proprio il governo a finire con “il quorum a pezzi”.

Non so come si pronuncerà la Cassazione. È a lei che spetta l’ultima parola per decidere se il quesito referendario è venuto meno o no. In ogni caso non si potrà fare a meno di andare a votare. Se non altro per non deludere quel MILIONE di persone che vede in Antonio Di Pietro l’unico vero combattente per la salute delle prossime generazioni. Perché di questo si tratta, cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Che Di Pietro stia cercando di salvarci dall’immane catastrofe lo si capirà prima di quanto si creda. La “Pubblica Ottusità” dei vari Romani, Sacconi, Quagliariello, Gasparri e Prestigiacomo ha quasi raggiunto il punto di non ritorno. E la NATURA, la cui pazienza è ormai a pezzi, non tarderà molto a darci i suoi nuovi segnali.

E a tal proposito voglio dire due parole non a Berlusconi, ormai in preda a uno stato confusionale, ma a ciò che è rimasto della sua COSCIENZA che, per meglio identificarla a chi legge la chiamerò con lo stesso nome del presidente del Consiglio, ma al femminile, poiché mi piace immaginare che la voce della coscienza abbia piuttosto i modi dolci e gentili di una bella figura femminile che non quelli rudi e maschili.

Cara Silvia, il fatto che tu sia inascoltata non significa che tu debba calare le braghe, scusa volevo dire la gonna, non so come sei vestita, non ha importanza; ma al governo c’è qualcuno di cui forse tu hai smarrito la fisionomia e che sta sbagliando tutto. Se tu lo molli si perde definitivamente e chi ci va di mezzo poi è la povera gente che lo ha votato. È il momento invece di alzare la voce e fargli capire come stanno le cose. Devi dirgli che gli italiani non sono così cretini… anche le formiche lo hanno capito che questa mossa di soprassedere sul nucleare non solo è una truffa ai danni di chi vuole VIVERE, ma serve soprattutto a tener fede a quel CONTRATTO di MORTE che Berlusconi ha firmato con Sarkozy per la costruzione di quattro nuove centrali NUCLEARI. Devi dirgli che non si può far gestire l’ACQUA ai privati. L’ACQUA è un bene comune, di tutti. Come si può pensare che, se io ho sete, devo pagare per bere? E poi devi dirgli che all’estero tutte le sue strategie risultano assai sospette, ridicole e soprattutto non chiare.

Cara Silvia, a tutti capita di dire qualche bugia, ma a fin di bene. Forse anche a te sarà capitato, o no?… Scusa dimenticavo, tu non puoi dire bugie… neanche a fin di bene… Il compito che ti è stato affidato, fin dai più remoti albori del mondo, è quello di dirci sempre la verità anche se noi continueremo a rifiutarla. Scusa, me l’ero scordato, per un attimo anch’io mi sono fatto prendere dalle puerili voglie di grandezza del mondo esterno…. Ora capisco perché fin dalla nascita il presidente del Consiglio ti ha ripudiata. Le bugie che lui dice infatti sono SPAVENTOSE e senza un minimo di pudore.
Vuol farci credere che lui davvero pensava che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Vuol cambiare la Costituzione a furia di barzellette che non fanno ridere, ce l’ha coi magistrati che vogliono processarlo.

Le accuse su di lui non si contano ormai: magari è davvero innocente, però non lo sapremo mai. Lui continua a non presentarsi ai processi e non si accorge che i suoi elettori cominciano a farsi delle domande, a chiedersi se è giusto essere governati da un BUGIARDO. Certo, è difficile pensare che non lo sia, anche se il dubbio traspare lontanamente e subito svanisce di fronte all’ARROGANZA di tacere ciò che tutti si aspettavano da lui. Ossia, l’unica BUGIA che il Cavaliere avrebbe dovuto dire e che volutamente non ha detto per non condannare il malsano gesto di Lassini e i suoi TRISTI manifesti. Anzi ha fatto esattamente il contrario. Ha telefonato all’ATTACCHINO e gli ha espresso il suo pieno sostegno, naturalmente seguito a ruota dalla coppia Daniela Santanchè e Giorgio Straguadagno i quali, anche loro, gli hanno assicurato il voto nonostante il giusto aut aut del sindaco Moratti. Un gesto, quello della coppia “Daniela-Straguadagno”, da cui è chiaro il riferimento a possibili frizioni tra la Moratti e l’incantatore di serpenti. Lui è inafferrabile per i giudici che, a malapena, il massimo che hanno ottenuto è stato quello di portarlo fuori dal tribunale e non “DENTRO”, dove purtroppo non è possibile stabilire se i suoi comportamenti sono giusti o sbagliati.

Però, anche senza un tribunale, noi lo possiamo intuire dalle sue azioni. Come parla, come ride, come racconta le barzellette e soprattutto capire il motivo per cui le racconta. Capire cosa c’è dietro quella barzelletta raccontata con aria apparentemente ingenua e, cosa importante, dove è diretto l’amo che aggancerà la sua prossima vittima.

E la sua prossima vittima purtroppo sono ancora gli italiani. Da qualche parte ho letto che due signor “NESSUNO” TELECOMANDATI, come giustamente dice il cristallino Di Pietro, hanno presentato due emendamenti al regolamento della Rai in campagna elettorale, affinché tutto sia compiuto sul colossale SCIPPO perpetrato ai danni del referendum sul nucleare, nel caso la Cassazione vada contro la richiesta del governo, e si pronunci invece a favore della sua validità. Il primo emendamento consiste nel togliere alle tribune elettorali il 30% di spazio e darlo al “comitato per il non voto”, in modo da ridurre gli spazi promozionali per il Sì contro le CENTRALI ATOMICHE a un terzo. Il secondo vuole completare l’opera di devastazione facendo cominciare la campagna referendaria solo dopo le amministrative, anche qui per ridurre i tempi di dibattito che rimarrebbero di soli 12 giorni.

Come vedete non si tratta più di DESTRA o SINISTRA per capire che un uomo come Berlusconi non solo non può governare l’Italia, ma nessun paese. Al massimo lui e i suoi falsi trombettieri, come li chiama Travaglio, possono andar bene per una piccola TRIBU’, dove tutti quanti, raccolti intorno al capo, si nutrono a vicenda della loro stessa FALSITA’.

Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.

Contro il NUCLEARE
Contro la PRIVATIZZAZIONE dell’ACQUA
Contro il LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Canzone Mitica - Blowin' in the wind

BLOWIN' IN THE WIND
Parole e musica di Bob Dylan (1962)

Versione in lingua originale
How many roads must a man walk down
before you call him a man?
How many seas must a white dove sail
before she sleeps in the sand?
Yes and how many times must the cannonballs fly
before they're forever banned?
Traduzione letterale
Quante strade deve percorrere un uomo
prima che tu lo possa chiamare uomo?
Quanti mari dovrà attraversare una colomba bianca prima di riposare sulla sabbia?
Quante volte dovranno volare i proiettili di cannone prima di essere aboliti per sempre?
Traduzione di Mogol
Quante le strade che un uomo farà
e quando fermarsi potrà?
Quanti mari un gabbiano dovrà attraversar per giungere e per riposar?
Quando tutta la gente del mondo riavrà
per sempre la sua libertà?

The answer, my friend, is blowing in the wind,
the answer is blowing in the wind!
La risposta,amico mio, sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento.
Risposta non c'è, o forse chi lo sa,
caduta nel vento sarà.
Yes and how many years can a mountain exist
before it is washed to the sea?
Yes and how many years can some people exist
before they're allowed to be free?
Yes and how many times can a man turn his head
and pretend that he just doesn't see?
Quanti anni può esistere una montagna
prima di essere lavata dal mare?
Quanti anni possono esistere i popoli
prima che sia concesso a loro
di essere liberi?
Quante volte un uomo può girare
la sua testa
e pretendere proprio di non vedere?
Quando dal mare un'onda verrà
che i monti lavare potrà?
Quante volte un uomo dovrà litigar
sapendo che è inutile odiar?
E poi quante persone dovranno morir
perché siano in troppi a morir?

The answer, my friend, is blowing in the wind,
the answer is blowing in the wind!
La risposta,amico mio, sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento.
Risposta non c'è, o forse chi lo sa,
caduta nel vento sarà.
Yes and how many times must a man look up
before he can see the sky?
Yes and how many years must one man have
before he can hear people cry?
Yes and how many deaths will it take till he knows
that too many people have died?
Quante volte un uomo deve guardare in alto
prima di poter vedere il cielo?
Quanti anni deve avere uno
prima di sentire la gente che piange?
Quante morti devono accadere prima che egli sappia
che troppa gente è morta?
Quanti cannoni dovranno sparar
e quando la pace verrà?
Quanti bimbi innocenti dovranno morir
e senza sapere il perché?
Quanto giovane sangue versato sarà
finché un'alba nuova verrà?


The answer, my friend, is blowing in the wind,
the answer is blowing in the wind!
La risposta,amico mio, sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento.
Risposta non c'è, o forse chi lo sa,
caduta nel vento sarà.

Analisi testuale
Il testo presenta una struttura del 3+1: tre strofe, all'interno delle quali sono presenti rispettivamente tre domande (di tipo riflessivo) cui l'autore propone "un'unica soluzione" ("the answer my friend, is blowing...)
La canzone si apre con una sorta di "contestazione" nei confronti dell'uomo che nonostante il suo evolvesi in 2000 anni di civiltà, non ha ancora preso coscienza di se stesso; ancora va errando senza meta. Infatti, la seconda domanda della prima strofa, attraverso la metafora della colomba bianca (white dove), indica questa condizione in cui l'uomo non riesce a trovar pace ("before she sleeps in the sand" - posarsi sulla spiaggia -).
Con la terza domanda l'autore anticipa quello che sarà il tema della successiva strofa: le armi che riportano al crudele pensiero della guerra. Essa, infatti, con le sue esplosioni "oscura", "appanna" il cielo, quindi quanto ancora dovrà aspettare l'uomo prima di poter vedere la luce del sole…? ("How many times must a man look up before he can see the sky?" - sky=cielo=sole=Luce di libertà -)
Con le successive due domande viene invece fatto un chiaro appello all'indifferenza dell'uomo che con l'infamia e la crudeltà della "macchina della guerra" non si ferma neppure di fronte all'innocenza dei bambini e delle donne ("how many ears must one man have bifore he can hear people cry? Yes, and how many deaths will it take till he knows that too many people have died?").
Nella terza strofa si termina con la riflessione sulla guerra, che con la sua forza "abbatte" persino le montagne ["How many years can a mountain exist before it's washed to the sea"] (chiara allusione alla potenza nucleare) e si continua con una riflessione dell'uomo che si sente ingabbiato da questa vita, che non gli permette di sentirsi libero (How many years can some paople exist before they're allowed to be free?) terminando infine con una frase di contestazione: fin quando si pretenderà che l'uomo non prenda coscienza di tutto ciò.
A tutti questi interrogativi vi è una sola risposta espressa dal ritornello ("the answer, my friend is blowin' in the wind, the answer is blowin'in the wind"); essa è un chiaro segno d'impotenza dell'uomo, che non riesce a dare una spiegazione a tale condizione, e nello stesso tempo cenno d'ottimismo poiché a tutte queste domande, tuttavia una risposta esiste ed è nel "vento", aspetta solo di essere colta. Inoltre è presente nel testo, e precisamente nel ritornello, la parola chiave: "Mio amico"; il poeta-musicista si rivolge all'intera umanità in termini di fratellanza di fronte ad una situazione che ci accomuna tutti.

L'importanza del riposo, uno studio dimostra che i neuroni si "Spengono"

Siete sempre distratti? Vi capita di commettere troppi errori e non capite perché? Prima di preoccuparvi per la vostra salute mentale e ricorrere a rimedi drastici, fermatevi un istante: forse dovreste solamente dormire di più. Sì, se le vostre azioni abituali, quelle che fate ogni giorno quasi in automatico, si concludono con risultati strani o scorretti, se mettete le chiavi dell'auto nel cassetto della biancheria invece che sulla mensola accanto alla porta, potrebbe essere che i vostri neuroni abbiano bisogno di più riposo.

L'esperimento è stato condotto su ratti dai ricercatori dell'università di Madison, Wisconsin e ha portato a osservare che, mentre l'elettroencefalogramma continua a indicare che il cervello è sveglio e attivo, una minoranza di neuroni (2 o 3 su 20 monitorati) si disattiva, si mette a dormire. È come se il cervello fosse sveglio e stesse dormendo allo stesso tempo: una confusione che di certo non può fare molto bene alle nostre azioni, soprattutto se richiedono attenzione costante e concentrazione.

Meglio allentare lo stress e concedersi quindi qualche ora di sonno in più, altrimenti il livello dei nostri errori e delle nostre distrazioni potrebbe diventare assolutamente ingestibile.

Ecco l'articolo originale:

Dati TomTom utenti acquistati da polizia per posizionare meglio autovelox. Tutto legale

Ecco il bello che uno non si aspetterebbe dalla tecnologia, ma che invece è un semplice corollario:

Bufera sulla polizia olandese. Avrebbe acquistato da una società intermediaria i dati del TomTom sugli spostamenti degli automobilisti. Il motivo? Piazzare gli autovelox in modo più astuto. 

Ecco l'articolo completo:

http://www.webmasterpoint.org/news/dati-tomtom-utenti-acquistati-da-polizia-per-posizionare-meglio-autovelox-tutto-legale_p40566.html

Messa di Pasqua 2011 in latino tridentina

Di seguito è pubblicata la messa in latino cantata di pasqua 2011 del 24 aprile 2011.

Tale messa l'ho registrata, come altre, in prima persona. 

Di seguito il link alla playlist ed ad ogni singolo filmato.

Buona visione:

Messa Tridentina Latino Pasqua 2011- 1/6 - Tridentine Latin Mass - Messe Pâques en latin tridentin 

 

Messa Tridentina Latino Pasqua 2011- 2/6 - Tridentine Latin Mass - Messe Pâques en latin tridentin 

Messa Tridentina Latino Pasqua 2011- 3/6 - Tridentine Latin Mass - Messe Pâques en latin tridentin 

Messa Tridentina Latino Pasqua 2011- 4/6 - Tridentine Latin Mass - Messe Pâques en latin tridentin 

Messa Tridentina Latino Pasqua 2011- 5/6 - Tridentine Latin Mass - Messe Pâques en latin tridentin 

Messa Tridentina Latino Pasqua 2011- 6/6 - Tridentine Latin Mass - Messe Pâques en latin tridentin 


Tutta la messa

Calci e pugni chiusa in magazzino perchè aveva chiesto gli straordinari

"Sicuramente non ne avete sentito parlare. L'evento del 16 Aprile scorso, nel grande centro commerciale Porta di Roma, rappresenta un'indicazione che qualcosa sta cambiando nel nostro Paese. Antefatto: un servizio delle Iene racconta che in un negozio di intimo Tezenis del centro commerciale romano, la titolare ha picchiato una giovane commessa che aveva avuto l'ardire di chiedere il pagamento delle ore straordinarie. Calci e pugni chiusa in magazzino, e urla del tipo "Non mi fanno pena neanche i cani, io mi inchino solo al Duce." In seguito alla denuncia televisiva, non interviene il sindacato, non intervengono le autorità, non interviene la Polizia. Il negozio resta aperto e continua a lavorare come sempre, con le commesse mute e sottomesse e la titolare che imperversa. Ma gli spettatori televisivi, per una volta, decidono di non restare tali: e si organizzano. In pochi giorni, riescono a mettere su un sit in di sabato pomeriggio davanti al negozio incriminato. Guardate il video." Au revoir. Francois Marie Arouet, Roma
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Bomba Zar - la piu' grande bomba all'idrogeno mai costruita ed utilizzata

Sempre un mio collega mi ha segnalato questa notizia, da wikipedia:


La Bomba Zar (o Tsar Bomba o RDS-220) è stata la più potente bomba all'idrogeno mai sperimentata dall'uomo.

Il suo potere esplosivo era di 57 megatoni, ovvero quasi 4000 volte quello della bomba sganciata su Hiroshima.

La bomba fu sganciata il 30 ottobre 1961 alle ore 8:33 nella baia di Mitjušicha, sull'isola di Novaja Zemlja, a nord del Circolo Polare Artico, e fu fatta esplodere a 4 000 metri dal suolo con l'ausilio di un gigantesco paracadute finalizzato a frenarne la caduta e quindi a consentire al Tupolev Tu-95 di allontanarsi indenne. Il Tu-95V fu opportunamente modificato poiché la bomba, del peso di 27 tonnellate, era così grande (8 metri di lunghezza e 2 metri di diametro) che fu necessario rimuovere le porte del vano bombe e i serbatoi della fusoliera e inoltre fu rivestito da una speciale vernice termoriflettente.

Nella versione che fu poi fatta esplodere (con una potenza abbassata, come abbiamo visto, a 57 megatoni), anziché utilizzare uranio 238 per l'involucro del terzo stadio (e forse anche del secondo), si preferì (per limitare l'impatto radioattivo che, fra l'altro, avrebbe principalmente interessato lo stesso territorio sovietico) usare il piombo, eliminando così la fissione rapida dell'uranio 238 durante gli stadi di fissione e facendo sì che il 97% dell'energia rilasciata fosse generata dalle sole reazioni di fusione.

Effetti dell'esplosione:

  • nonostante il cielo fosse nuvoloso, il lampo venne visto a 1.000 chilometri di distanza
  • uno dei testimoni riferì di aver percepito l'abbagliamento (anche attraverso gli occhiali protettivi) e il surriscaldamento della pelle alla distanza di 270 km
  • vennero danneggiate le imposte in legno delle case sino a 900 km dall'ipocentro fino in Finlandia
  • tutti gli edifici di Severny (realizzati in mattoni e legno), a 55 km di distanza, vennero completamente distrutti; in alcuni distretti posti a centinaia di chilometri dal punto d'impatto le case in legno vennero rase al suolo, mentre quelle in pietra persero il tetto, le finestre e le porte
  • le comunicazioni radio rimasero interrotte per quasi un'ora
  • le perturbazioni atmosferiche generate dall'esplosione fecero tre volte il giro della terra
  • il "fungo" causato dallo scoppio raggiunse l'altezza di 64 chilometri
  • nonostante l'esplosione fosse stata innescata nell'atmosfera, l'U.S. Geological Survey misurò una magnitudo sismica compresa tra 5,0 e 5,25 con un'onda d'urto propagata e percepita in tutto il mondo
  • l'area di "completa distruzione" si estese sino a 25 chilometri dall'ipocentro, mentre si osservarono danni sostanziali alle abitazioni sino a 35 chilometri. In alcuni casi, l'irregolare propagazione dell'onda d'urto in esplosioni atmosferiche di eccezionale potenza può provocare danni sino a 1.000 chilometri di distanza.
Ecco cosa sarebbe successo se questa bomba fosse esplosa a Roma

Inventata Bomba a vuoto

Mi ha data questa informazione un collega dicendomi che l'ha già sperimentata la Russia in maniera efficace, risulta un'arma convenzionale, è un evoluzione piu' pulita e piu' piccola della bomba nucleare

http://it.wikipedia.org/wiki/Bomba_a_vuoto
 
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La bomba a vuoto o bomba a implosione (in inglese vacuum bomb), è un tipo di arma convenzionale. Consiste in una bomba che disperde nell'aria idrocarburi che opportunamente innescati, bruciando rapidamente consumano l'ossigeno presente nell'atmosfera, creando una depressione che genera una forte corrente.
Il calore generato distrugge la vita nell'area dell'esplosione e l'onda d'urto gli edifici nella zona, ma a differenza di un ordigno nucleare non inquina a lungo termine la zona colpita e quelle limitrofe.
Oltre all'impiego militare, diversi incidenti con esplosione sono imputabili a questo effetto, in cui un combustibile si disperde e si miscela all'aria e, trovando un innesco, deflagra con violenza distruggendo un'area ben maggiore di un semplice incendio causato dal combustibile. È il caso del tremendo incidente ferroviario di Viareggio, in cui da una cisterna di GPL ribaltata è fuoriuscito del gas che miscelandosi all'aria ha creato una miscela esplosiva stratificata in basso. A seguito di un innesco la miscela è detonata coinvolgendo un'area di 300 metri di diametro, demolendo o danneggiando diverse abitazioni e uccidendo 32 persone e procurando ferite a 25 individui.

Tanto per rinfrescarsi un po' la memoria su Umberto Bossi...

Rinfreschiamoci la memoria su cosa diceva Bossi del Berlusca qualche anno addietro:

1991 – Berlusconi è l’unico che ci fa passare in televisione

1994 - dopo avere stipulato il patto con Berlusconi "Sforza Italia" è la nuova d.c.

1994 – Berluscon de’ Berlusconi, il Berluskaiser.

1994 - Berluscàz ha solo una macchina di cartapesta, il nord è nostro. si levi dalla testa l’idea di fare il premier. non glielo permetteremo mai: non possiamo mandarci uno che è stato iscritto alla p2, uno che è nato per sconfiggerci, uno che ha un sacco di interessi economici. per carità, avremmo l’affarismo che governa il paese!

1994 – non abbiamo fatto l’accordo con Berlusconi perchè ci è simpatico. Ci siamo stati obbligati!!

1994 – da oggi ,13 marzo ,Berlusconi lo chiamerò sempre così: Berluscone o Berluscaz.

1994 - 20 marzo: "Berlusconi è un grosso imprenditore che ha mille interessi e se fosse presidente del Consiglio si troverebbe a discutere dei suoi interessi una legge sì ed una no".

1994 – la vittoria del partito di Berlusconi è quella di un partito che non esiste e che nasce attraverso la manipolazione televisiva.

1994 – a quello là, Berlusconi, bisogna togliere le televisioni.

1994 – Berlusconi è un dittatore.

1994 – Buttiglione è sul libro paga di Berlusconi.

1994 – i fascisti salveranno il monopolio di Silvio in cambio del no alle autonomie.

1994 – Berlusconi si è dimesso : è l’ora di brindare!!!!

1994 – ho fatto la mia battaglia, quando nessuno mi capiva, ho fatto cadere un peronista (Berlusconi) uno che ogni sera, dal suo balcone , entrava in ogni casa a fare il lavaggio del cervello. Il parlamento adesso sarà l’utero della seconda repubblica.

1994 - 30 dicembre - "Berlusconi imprenditore? Mi viene da ridere. Semmai faceva il prestanome. Il suo progetto non è altro che il piano di Gelli. Le due strategie sono sovrapponibili: Forza Italia è la P2".

1995 - 14 gennaio (ANSA): "Berlusconi come presidente del Consiglio è stato un dramma".

1995 - 16 febbraio:" l'Europa vuole che Fini e Berlusconi siano fermati sulla battigia e buttati a mare; fascisti erano, fascisti sono e fascisti rimarranno."

1995 – Berlusconi ha preso soldi dalla mafia, è un delinquente.

1995 - 7 maggio: "L'elettorato leghista non vota i fascisti, i porci fascisti, e cioè Berlusconi e Fini"

1995 – Berlusconi? non voglio parlare di quel delinquente. io voglio andare nelle piazze a scatenare il nord contro di lui. Berlusconi è un mafioso. Il parlamento del nord sarà costretto ad intervenire con mezzi drastici.

1995 – Berlusconi è stato messo lì dalla mafia. Ha creato un partito per strangolare la lega.

1996 – Berlusconi è il garibaldo di Fini

1997 - io non voglio lasciare Venezia all’ulivo, ai comunisti e ai teocratici... Berlusconi e’ costretto a fare quello che gli dicono D’alema e i teocratici... se vuole tentare l’avventura venga e andiamo in giro .... ( Venezia tentato accordo per le
amministrative 1997 ).

1997 - agosto (ANSA): Berlusconi "un povero pirla".

1997 – Berlusconi è un povero pirla. è un marmaglione che non capisce niente di politica.

1997 – Berlusconi è un brutto porco che dovrà rispondere al popolo del nord di essere sceso in politica al solo scopo di affossarci. la lega a Berlusconi lo ficcherà in quel posto.

1998 - 11 giugno - Ansa: "Fini e Berlusconi sono degli imbroglioni, c’è solo da schiacciarli nella cabina elettorale".

1999 – Berlusconi cerca l’alleanza con la Lega per confondere i suoi problemi giudiziari con i nostri.



L'affermazione spudorata del "Mafioso di Arcore" (*) sul referendum nucleare

(*) queste non sono parole mia ma di bossi, guardate sotto se non ci credete:





"Siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare è il futuro per tutto il mondo. La moratoria è servita per avere il tempo che la situazione giapponese si chiarisca e nel giro di 1-2 anni l'opinione pubblica sia abbastanza consapevole da tornare al nucleare, l'accadimento giapponese a seguito anche di sondaggi che abitualmente facciamo ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini, se fossimo andati oggi a quel referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire". Il governo "responsabilmente ha ritenuto di introdurre questa moratoria per far sì che si chiarisca la situazione e che, magari, dopo un anno, forse due anni, si possa ritornare ad avere un'opinione pubblica consapevole della necessità di tornare all'energia nucleare, i molti contratti stipulati non vengono abrogati (tra EDF e Enel, ndr), stiamo continuando e decidendo di mandare avanti molti settori di questi contratti come quelli relativi alla formazione”.

L'origano

Questa pianta ha diversi utilizzi dal punto di vista erboristico e officinale: grazie al suo infuso potrete guarire dal raffreddore, con un bel bagno dal senso di spossatezza e basta qualche goccia di essenza inalata per sentire il capo immediatamente più leggero.

È in cucina, però, che l’origano, per così dire, ritrova il suo habitat naturale e soprattutto in quella dell’Italia centro-meridionale, all’estero solo in Messico e in alcuni Paesi dell’America Latina lo usano per preparare il chili. Oltre alla pizza, possiamo utilizzarlo per aromatizzare la carne, le verdure, il pesce, le insalate, le salse… praticamente sta bene con tutto. Non dimenticate, inoltre, che viene aggiunto nelle conserve sott’olio e sott’aceto, nei liquori e addirittura come repellente contro le formiche.

Passaparola di Travaglio - Video - 24 aprile 2011

Il peperoncino

La piccantezza dei peperoncini è misurata secondo la scala Scoville (SHU - Scoville Heat Units) che è basata sul contenuto di capsaicina (l’alcaloide che conferisce il caratteristico gusto piccante al peperoncino) nel prodotto secco. Il nome della scala deriva da Wilbur Scoville (1865 – 1942) , chimico statunitense che per primo ha sistematizzato i vari gradi di piccantezza.
  • SHU 15.000.000–16.000.000 – Capsaicina pura
  • SHU 2.500.000 - 5.300.000 – Spray al peperoncino della polizia
  • SHU 1.067.286 - 2.000.000 – Infinity Chili, Spray al peperoncino comune
  • SHU 855.000 - 1.041.427 – Naga Jolokia
  • SHU 876.000 - 970.000 – Dorset Naga
  • SHU 350.000 - 855.000 – Habanero Red Savina, Indian Tezpur
  • SHU 100.000 - 350.000 – Habanero, Scotch Bonnet, Bird’s Eye, Jamaican Hot
  • SHU 50.000 - 100.000 – Santaka, Chiltecpin, Thai Pepper, Rocoto
  • SHU 30.000 - 50.000 – Ají, Cayenna, Tabasco, Piquin
  • SHU 15.000 - 30.000 – Chile de Arbol, Manzano
  • SHU 5.000 - 15.000 – Yellow Wax, Serrano
  • SHU 2.500 - 5.000 – Jalapeno, Mirasol, Chipotle, Poblano
  • SHU 1.500 - 2.500 – Sandia, Cascabel, NuMex Big Jim
  • SHU 1.000 - 1.500 – Ancho, Pasilla, Espanola, Anaheim
  • SHU 100 - 1.000 – Mexican Bell, Cherry, New Mexico Pepper, Anaheim, Peperone
  • SHU 0 - 100 – Sweet Bell Pepper, Pimento

Messaggio di Medjugorie 25 aprile 2011

"Cari figli, come la natura dà i colori più belli dell'anno, così anch'io vi invito a testimoniare con la vostra vita e ad aiutare gli altri ad avvicinarsi al mio Cuore Immacolato perché la fiamma dell'amore verso l'Altissimo germogli nei loro cuori. Io sono con voi e prego incessantemente per voi perché la vostra vita sia il rilfesso del paradiso qui sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. "

Banconota da 500 euro con la foto di Berlusconi

Ecco la banconota, ovviamente falsa, da 500 euro che circolava oggi durante il corteo dei dipendenti della scuola e degli studenti a Roma. Nel mirino il presidente del Consiglio.



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Fuori onda di Berlusconi: “Stavo cercando di farmi la mia segretaria sul tavolo…”

Ecco la barzelletta del Berlusca:
 
“Questa mattina – racconta Berlusconi – stavo inseguendo la mia segretaria per farmela sul tavolo e mi ha detto: ‘Presidente, lo abbiamo fatto due ore fa’. Le ho detto: ‘Vedi, è la memoria che mi fa difetto’”
 
Di seguito il video.
 
Ma prima una nota:
Meno mal che una parte della chiesa è prona pur di avere qualche vantaggio da questo psiconano, per avere i vantaggi per le scuole equiparate, sulle cellule staminali e altro.
 
Mi pare che facciano, una parte di loro, oltre che politica "i finocchi con il culo degli altri". Soprattutto per il fatto che il Berlusca fa il bunga bunga di continuo con le mignotte minorenni (oltre ad essere implicato in questioni di mafia, degli attentati del 1992, corruzione di giudici e via e via), mentre poi per accontentare la cei dice:

"Finché governeremo noi, non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, cosi come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali", afferma il Cavaliere.
Oppure "noi sosteniamo solo le famiglie fondate sul matrimonio".
E intanto lui e gli altri giu' a bunga bunga e mignotte.

Come dicevo prima, fanno i "FINOCCHI CON IL CULO DEGL'ALTRI"

Annozero - Marco Travaglio - 14/04/2011 - "Chi l'ha Viste"

Venerdì Santo - La forza del sangue di Cristo

Dalla «Catechesi» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
(Catech. 3,13-19; SC 50,174-177)

Vuoi conoscere la forza del sangue di Cristo? Richiamiamone la figura, scorrendo le pagine dell'Antico Testamento.

«Immolate, dice Mosè, un agnello di un anno e col suo sangue segnate le porte» (Es 12,5). Cosa dici, Mosè? Quando mai il sangue di un agnello ha salvato l'uomo ragionevole? Certamente, sembra rispondere, non perché è sangue, ma perché è immagine del sangue del Signore. Molto più di allora il nemico passerà senza nuocere se vedrà sui battenti non il sangue dell'antico simbolo, ma quello della nuova realtà, vivo e splendente sulle labbra dei fedeli, sulla porta del tempio di Cristo.

Se vuoi comprendere ancor più profondamente la forza di questo sangue, considera da dove cominciò a scorrere e da quale sorgente scaturì. Fu versato sulla croce e sgorgò dal costato del Signore. A Gesù morto e ancora appeso alla croce, racconta il vangelo, s'avvicinò un soldato che gli aprì con un colpo di lancia il costato: ne uscì acqua e sangue.
L'una simbolo del battesimo, l'altro dell'eucaristia. Il soldato aprì il costato: dischiuse il tempio sacro, dove ho scoperto un tesoro e dove ho la gioia di trovare splendide ricchezze. La stessa cosa accadde per l'Agnello: i Giudei sgozzarono la vittima ed io godo la salvezza, frutto di quel sacrificio.

«E uscì dal fianco sangue ed acqua» (cfr. Gv 19,34). Carissimo, non passare troppo facilmente sopra a questo mistero. Ho ancora un altro significato mistico da spiegarti. Ho detto che quell'acqua e quel sangue sono simbolo del battesimo e dell'eucaristia. Ora la Chiesa è nata da questi due sacramenti, da questo bagno di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito santo per mezzo del battesimo e dell'Eucaristia. E i simboli del battesimo e dell'Eucaristia sono usciti dal costato. Quindi è dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu formata Eva.

Per questo Mosè, parlando del primo uomo, usa l'espressione: «ossa delle mie ossa, carne della mia carne» (Gn 2,23), per indicarci il costato del Signore. Similmente come Dio formò la donna dal fianco di Adamo, così Cristo ci ha donato l'acqua e il sangue dal suo costato per formare la Chiesa. E come il fianco di Adamo fu toccato da Dio durante il sonno, così Cristo ci ha dato il sangue e l'acqua durante il sonno della sua morte.
Vedete in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa, vedete con quale cibo ci nutre. Per il suo sangue nasciamo, con il suo sangue alimentiamo la nostra vita. Come la donna nutre il figlio col proprio latte, così il Cristo nutre costantemente col suo sangue coloro che ha rigenerato.

Dall' «Omelia sulla Pasqua» di Melitone di Sardi, vescovo (66-67; SC 123,95-101)

Dall' «Omelia sulla Pasqua» di Melitone di Sardi, vescovo
(66-67; SC 123,95-101
)

Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua, che è Cristo, «al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen». (Gal 1,5 ecc.). Egli scese dai cieli sulla terra per l'umanità sofferente; si rivestì della nostra umanità nel grembo della Vergine e nacque come uomo. Prese su di sé le sofferenze dell'uomo sofferente attraverso il corpo soggetto alla sofferenza, e distrusse le passioni della carne. Con lo Spirito immortale distrusse la morte omicida.

Egli infatti fu condotto e ucciso dai suoi carnefici come un agnello, ci liberò dal modo di vivere del mondo come dall'Egitto, e ci salvò dalla schiavitù del demonio come dalla mano del Faraone. Contrassegnò le nostre anime con il proprio Spirito e le membra del nostro corpo con il suo sangue.

Egli è colui che coprì di confusione la morte e gettò nel pianto il diavolo, come Mosè il faraone. Egli è colui che percosse l'iniquità e l'ingiustizia, come Mosè condannò alla sterilità l'Egitto.
Egli è colui che ci trasse dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dalla tirannia al regno eterno. Ha fatto di noi un sacerdozio nuovo e un popolo eletto per sempre. Egli è la Pasqua della nostra salvezza.

Egli è colui che prese su di se le sofferenze di tutti. Egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu venduto. Fu esposto sulle acque in Mosè e nell'agnello fu sgozzato.

Fu perseguitato in Davide e nei profeti fu disonorato.

Egli è colui che si incarnò nel seno della Vergine, fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli. Egli è l'agnello che non apre bocca, egli è l'agnello ucciso, egli è nato da Maria, agnella senza macchia. Egli fu preso dal gregge, condotto all'uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte. Sulla croce non gli fu spezzato osso e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione.
Egli risuscitò dai morti e fece risorgere l'umanità dal profondo del sepolcro.

Mangia & dimagrisci, i cibi che ti aiutano a ritrovare il peso-forma


Salmone

In un etto di questo pesce trovi non solo 22 g di proteine, ma (soprattutto se non è d'allevamento) anche una valanga di Omega-3: acidi grassi che oltre a far bene al cuore, aiutano a perdere peso. Secondo gli esperti del Landspitali University Hospital di Reykjavik (Islanda), te ne bastano 150 g alla settimana per vedere andare indietro l'ago della bilancia.

Mandorle

Una sola manciata (circa 30 g) ti carica di 7 g di proteine, fondamentali per i muscoli. E più ne hai (di muscoli) più il metabolismo accelera, più tu dimagrisci. Inoltre, le mandorle ti danno 10 g di benefici grassi insaturi, che riducono il colesterolo cattivo (Ldl) e, secondo alcuni studi pubblicati dalla rivista scientifica "AAE microbiology", aumentano i batteri buoni nell’intestino potenziando così le difese dell’organismo.

Fiocchi d'avena

Una tazza di fiocchi d’avena (pari a 110 g) ti rifornisce di 4 g di fibre, i nutrienti tagliafame per eccellenza. E anche se recentemente la comunità scientifica ha deciso che contengono 2 kcal al grammo (fino a ieri erano considerate “a zero calorie”), le fibre sono comunque l’unico nutriente che “più ne mangi, più dimagrisci”. Perché si legano ai grassi (soprattutto ai peggiori) e impediscono loro di entrare nel sangue: come dei buttafuori, li immobilizzano e li trascinano verso l'uscita...

Fagioli neri

Tra tutti i legumi stracarichi di nutrienti, i fagioli neri sono i migliori: ti rimpinzano di 15 g di fibre per ogni etto, e di una ventina di grammi di proteine. In altre parole: ti riempiono senza gonfiarti di calorie e sferzano il metabolismo al punto da farlo accelerare e bruciare più energie. Insomma, sono la guarnitura ideale per un’insalata.

Quinoa

Si pronuncia "kinuà", è una pianta che appartiene alla famiglia degli spinaci e ha le stesse proteine che trovi in fegato e uova. E poi ha più minerali di riso, avena e grano. E soprattutto, secondo una ricerca dell’Università di Milano, ha un indice di efficienza saziante superiore a quello di qualsiasi altro cereale.

 

Ed il movimento?


E’ anche  fondamentale muoversi. E non solo in palestra. Approfittate di weekend e tempo libero per dedicarvi un po' di più alla casa e alla famiglia. Dispendio in calorie…

 Preparare la colazione: 44 calorie (20 minuti), rifare i letti: 98 calorie (30 minuti), spolverare: 98 calorie (30 minuti), pulire i pavimenti: 127 calorie (45 minuti), fare la spesa: 125 calorie (30 minuti), cucinare: 202 calorie (90 minuti), giardinaggio: 125 calorie (30 minuti), stirare: 144 calorie (60 minuti), battere i tappeti: 54 calorie (10 minuti), stendere i panni: 36 calorie (10 minuti).

Dalle «Lettere» di san Leone Magno, papa (Lett. 28 a Flaviano, 3-4; Pl. 54,763-767)


Dalle «Lettere» di san Leone Magno, papa
(Lett. 28 a Flaviano, 3-4; Pl. 54,763-767)

Dalla Maestà divina fu assunta l'umiltà della nostra natura, dalla forza la debolezza, da colui che è eterno, la nostra mortalità; e per pagare il debito, che gravava sulla nostra condizione, la natura impassibile fu unita alla nostra natura passibile. Tutto questo avvenne perché, come era conveniente perla nostra salvezza, il solo e unico mediatore tra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, immune dalla morte per un verso, fosse, per l'altro, ad essa soggetto.

Vera, integra e perfetta fu la natura nella quale è nato Dio, ma nel medesimo tempo vera e perfetta la natura divina nella quale rimane immutabilmente. In lui c'è tutto della sua divinità e tutto della nostra umanità.

Per nostra natura intendiamo quella creata da Dio al principio e assunta, per essere redenta, dal Verbo. Nessuna traccia invece vi fu nel Salvatore di quelle malvagità che il seduttore portò nel mondo e che furono accolte dall'uomo sedotto. Volle addossarsi certo la nostra debolezza, ma non essere partecipe delle nostre colpe.

Assunse la condizione di schiavo, ma senza la contaminazione del peccato. Sublimò l'umanità, ma non sminuì la divinità. Il suo annientamento rese visibile l'invisibile e mortale il creatore e il signore di tutte le cose. Ma il suo fu piuttosto un abbassarsi misericordioso verso la nostra miseria, che una perdita della sua potestà e del suo dominio. Fu creatore dell'uomo nella condizione divina e uomo nella condizione di schiavo. Questo fu l'unico e medesimo Salvatore.

Il Figlio di Dio fa dunque il suo ingresso in mezzo alle miserie di questo mondo, scendendo dal suo trono celeste, senza lasciare la gloria del Padre. Entra in una condizione nuova, nasce in un modo nuovo. Entra in una condizione nuova: infatti invisibile in se stesso si rende visibile nella nostra natura; infinito, si lascia circoscrivere; esistente prima di tutti i tempi, comincia a vivere nel tempo; padrone e signore dell'universo, nasconde la sua infinita maestà, prende la forma di servo; impassibile e immortale, in quanto Dio, non sdegna di farsi uomo passibile e soggetto alle leggi della morte.

Colui infatti che è vero Dio, è anche vero uomo. Non vi è nulla di fittizio in questa unità, perché sussistono e l'umiltà della natura umana, e la sublimità della natura divina.

Dio non subisce mutazione per la sua misericordia, così l'uomo non viene alterato per la dignità ricevuta. Ognuna delle nature opera in comunione con l'altra tutto ciò che le è proprio. Il Verbo opera ciò che spetta al Verbo, e l'umanità esegue ciò che è proprio della umanità. La prima di queste nature risplende per i miracoli che compie, l'altra soggiace agli oltraggi che subisce. E, come il Verbo non rinunzia a quella gloria che possiede in tutto uguale al Padre, così l'umanità non abbandona la natura propria della specie.

Non ci stancheremo di ripeterlo: L'unico e il medesimo è veramente Figlio di Dio e veramente figlio dell'uomo. È Dio, perché «In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio» (Gv 1,1). È uomo, perché: «il Verbo si fece carnee venne ad abitare in mezzo a noi » (Gv 1,14).

Trucco per i carciofi

Badate sempre di gettarli, una volta puliti, in acqua acidulata con mezzo limone o un dito di aceto, perché tendono ad annerire. Se, nonostante le precauzioni adottate, vi si sono sporcate le mani, fregatele energicamente con l’interno di mezzo limone prima di lavarle con acqua e sapone; se vi siete punti, mi raccomando di disinfettarvi per bene.

http://feeds.blogo.it/~r/Gustoblog/it/~3/fyDYW5DDsSk/come-si-puliscono-i-carciofi

Dai «Trattati su Giovanni» di sant'Agostino, vescovo (Trattato 34, 8-9; CCL 36, 315-316)

Dai «Trattati su Giovanni» di sant'Agostino, vescovo
(Trattato 34, 8-9; CCL 36, 315-316)

Il Signore in maniera concisa ha detto: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8, 12), e con queste parole comanda una cosa e ne promette un'altra. Cerchiamo, dunque, di eseguire ciò che comanda, perché altrimenti saremmo impudenti e sfacciati nell'esigere quanto ha promesso, senza dire che, nel giudizio, ci sentiremmo rinfacciare: Hai fatto ciò che ti ho comandato, per poter ora chiedere ciò che ti ho promesso? Che cosa, dunque, hai comandato, o Signore nostro Dio? Ti risponderà: Che tu mi segua.

Hai domandato un consiglio di vita. Di quale vita, se non di quella di cui è stato detto: «E' in te la sorgente della vita»? (Sal 35, 10).

Dunque mettiamoci subito all'opera, seguiamo il Signore: spezziamo le catene che ci impediscono di seguirlo. Ma chi potrà spezzare tali catene, se non ci aiuta colui al quale fu detto: «Hai spezzato le mie catene»? (Sal 115, 16). Di lui un altro salmo dice: «Il Signore libera i prigionieri, il Signore rialza chi è caduto» (Sal 145, 7. 8).

Che cosa seguono quelli che sono stati liberati e rialzati, se non la luce dalla quale si sentono dire: «Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre»? (Gv 8, 12). Si, perché il Signore illumina i ciechi. O fratelli, ora i nostri occhi sono curati con il collirio della fede. Prima, infatti, mescolò la sua saliva con la terra, per ungere colui che era nato cieco. Anche noi siamo nati ciechi da Adamo e abbiamo bisogno di essere illuminati da lui. Egli mescolò la saliva con la terra: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14). Mescolò la saliva con la terra, perché era già stato predetto: «La verità germoglierà dalla terra» Sal 84, 12) ed egli dice: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6).

Godremo della verità, quando la vedremo faccia a faccia, perché anche questo ci viene promesso. Chi oserebbe, infatti, sperare ciò che Dio non si fosse degnato o di promettere o di dare?

Vedremo faccia a faccia. L'Apostolo dice: Ora conosciamo in modo imperfetto; ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia (cfr. 1 Cor 13, 12). E l'apostolo Giovanni nella sua lettera aggiunge: «Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che, quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è» (1 Gv 3, 2). Questa è la grande promessa.

Se lo ami, seguilo. Tu dici: Lo amo, ma per quale via devo seguirlo? Se il Signore tuo Dio ti avesse detto: Io sono la verità e la vita, tu, desiderando la verità e bramando la vita, cercheresti di sicuro la via per arrivare all'una e all'altra. Diresti a te stesso: gran cosa è la verità, gran bene è la vita: oh! se fosse possibile all'anima mia trovare il mezzo per arrivarci!

Tu cerchi la via? Ascolta il Signore che ti dice in primo luogo: Io sono la via. Prima di dirti dove devi andare, ha premesso per dove devi passare: «Io sono», disse «la via»! La via per arrivare dove? Alla verità e alla vita. Prima ti indica la via da prendere, poi il termine dove vuoi arrivare. «Io sono la via, Io sono la verità, Io sono la vita». Rimanendo presso il Padre, era verità e vita; rivestendosi della nostra carne, è diventato la via.
Non ti vien detto: devi affaticarti a cercare la via per arrivare alla verità e alla vita; non ti vien detto questo. Pigro, alzati! La via stessa è venuta a te e ti ha svegliato dal sonno, se pure ti ha svegliato. Alzati e cammina!
Forse tu cerchi di camminare, ma non puoi perché ti dolgono i piedi. Per qual motivo ti dolgono? Perché hanno dovuto percorrere i duri sentieri imposti dai tuoi tirannici egoismi? Ma il Verbo di Dio ha guarito anche gli zoppi.

Tu replichi: Si, ho i piedi sani, ma non vedo la strada. Ebbene, sappi che egli ha illuminato perfino i ciechi.

Dalle «Lettere pasquali» di sant'Atanasio, vescovo (Lett. 14, 1-2; PG 26, 1419-1420)

Dalle «Lettere pasquali» di sant'Atanasio, vescovo
(Lett. 14, 1-2; PG 26, 1419-1420)
 
fonte qui

Il Verbo, Cristo Signore, datosi a noi interamente ci fa dono della sua visita. Egli promette di restarci ininterrottamente vicino. Per questo dice: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20).

Egli è pastore, sommo sacerdote, via e porta e come tale si rende presente nella celebrazione della solennità. Viene fra noi colui che era atteso, colui del quale san Paolo dice: «Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato» (1 Cor 5, 7). Si verifica anche ciò che dice il salmista: O mia esultanza, liberami da coloro che mi circondano (cfr. Sal 31, 7). Vera esultanza e vera solennità è quella che libera dai mali. Per conseguire questo bene ognuno si comporti santamente e dentro di sé mediti nella pace e nel timore di Dio.

Così facevano anche i santi. Mentre erano in vita si sentivano nella gioia come in una continua festa. Uno di essi, il beato Davide, si alzava di notte non una volta sola ma sette volte e con la preghiera si rendeva propizio Dio. Un altro, il grande Mosè, esultava con inni, cantava lodi per la vittoria riportata sul faraone e su coloro che avevano oppresso gli Ebrei. E altri ancora, con gioia incessante attendevano al culto sacro, come Samuele ed il profeta Elia.

Per questo loro stile di vita essi raggiunsero la libertà e ora fanno festa in cielo. Ripensano con gioia al loro pellegrinaggio terreno, capaci ormai di distinguere ciò che era figura e ciò che è divenuto finalmente realtà.

Per prepararci, come si conviene, alla grande solennità che cosa dobbiamo fare? Chi dobbiamo seguire come guida? Nessun altro certamente, o miei cari, se non colui che voi stessi chiamate, come me, «Nostro Signore Gesù Cristo». Egli per l'appunto dice: «Io sono la via» (Gv 14, 6). Egli è colui che, al dire di san Giovanni, «toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 29). Egli purifica le nostre anime, come afferma il profeta Geremia: «Fermatevi nelle strade e guardate, e state attenti a quale sia la via buona, e in essa troverete la rigenerazione delle vostre anime» (cfr. Ger 6, 16).

Un tempo era il sangue dei capri e la cenere di un vitello ad aspergere quanti erano immondi. Serviva però solo a purificare il corpo. Ora invece, per la grazia del Verbo di Dio, ognuno viene purificato in modo completo nello spirito.

Se seguiremo Cristo potremo sentirci già ora negli altri della Gerusalemme celeste e anticipare e pregustare anche la festa eterna. Così fecero gli apostoli, costituiti maestri della grazia per i loro coetanei ed anche per noi. Essi non fecero che seguire il Salvatore: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito » (Mt 19,
27).

Seguiamo anche noi il Signore, cioè imitiamolo, e così avremo trovato il modo di celebrare la festa non soltanto esteriormente, ma nella maniera più fattiva, cioè non solo con le parole, ma anche con le opere.