Servizio Pubblico del 23/02/2012 - Puntata 14




Vari spezzoni della puntata

Un giudice ha ordinato il ritorno al lavoro degli operai licenziati a Melfi. Ma un altro giudice ha condannato Corrado Formigli a pagare 7 milioni di euro per un servizio trasmesso su Anno Zero. Una sentenza che potenzialmente potrebbe dissuadere e scoraggiare i giornalisti dal fare bene il proprio lavoro. Le famiglie vittime dell'amianto invece sapete che risarcimento riceveranno? 30mila euro. Chiedo a Marchionne: pensate che dopo questa sentenza la FIAT risulterà più simpatica agli italiani? Si parla di diritto di critica... Io dico che la critica è necessaria. La FIAT può anche illudersi che la critica non sia necessaria. La Rai senza la critica morirebbe subito. La Rai ha bisogno del pensiero diverso e del talento per vivere.

Stefano Bianchi, Andrea Casadio e Francesca Fagnani esplorano Sanremo e interrogano i cittadini, i protagonisti del festival, i manovali ed i personaggi che si aggirano dietro le quinte di questo grande evento.


Carlo Freccero dice che la presenza di Celentano si è coniugata perfettamente con il festival di Sanremo. Questo festival è stato fatto da personaggi esterni alla Rai: Geppi Cucciari, Luca e Paolo. C'è un complesso di inferiorità della Rai rispetto agli altri canali televisivi. Norma Rangeri ritiene che il motivo di questa sceneggiata derivi dall'attacco di Celentano alla Chiesa. E Celentano è un credente, non un radicale... non è facile ignorarlo. Il suo intervento ha avuto grande effetto sul pubblico di un evento così popolare. La Rai è allo sbando e la presenza di Celentano è servita a far parlare di Sanremo e a tenere in piedi l'evento.

Belpietro dice che a Sanremo ha comandato lo spettacolo. E' stata una continua sceneggiata tra Mazza e Mazzi. Celentano lo conoscono tutti perché sono anni che crea polemiche con le sue prediche televisive. Lo spettacolo è riuscito, gli ascolti sono stati fatti e sono certo che Celentano non sarà punito: farà altri spettacoli e il polverone si disperderà. Lucia Annunziata sottolinea il fatto che la dirigenza Rai abbia confessato di non saper guidare l'azienda piuttosto che prendersi la responsabilità del proprio mestiere.

Di Pietro si domanda: "Celentano cos'ha detto di così strano?" In sostanza ha parlato dei referendum popolari ignorati dal governo ed ha raccontato una parte di verità che al sistema politico che gestisce la Rai non sta bene. Belpietro sostiene che l'unico modo per togliere i partiti dalla Rai è privatizzarla.

Stefano Bianchi e Francesca Fagnani interrogano i sanremesi e i protagonisti del Festival sul ruolo svolto da Celentano nel contesto dell'evento. Vittorio Sgarbi sostiene che Lorenza Lei ignorasse le intenzioni del cantautore; il direttore generale immaginava che avrebbe attaccato il Vaticano e i suoi giornali. Antonio Verro del CDA Rai dice che il servizio pubblico è lo specchio del paese, sia come gestione che come produzione. Mauro Mazza, direttore di Rai Uno, aggiunge: Celentano si è preso le sue libertà trasformandole talvolta in licenze. "Dei suoi sermoncini non resterà traccia", sottolinea.

Annunziata è critica sul destino della Rai ma comparata a Mediaset e a La7 è una grande azienda. La Rai non è da buttare e non è ingovernabile e non è giusto dire che è in balia dei politici. Le criticità della Rai non vanno estremizzate al punto tale da mettere a rischio il progetto. Norma Rangeri: la Rai produce poco e compra molto. Sta diventando sempre più simile a Mediaset. Per quanto tempo dovremo avere un servizio pubblico che non informa e non intrattiene?

Carlo Freccero: l'editto bulgaro è stato l'inizio della morte, la censura è una cosa mortale. La televisione commerciale è nata proprio sulla libertà editoriale. In Rai ha problemi industriali e problemi editoriali: una volta ogni rete Rai aveva la sua identità editoriale. Oggi è tutto appiattito. E' una TV da Alzheimer.

Quanto visto durante questo Sanremo è lo specchio della decadenza della RAI. Questa Rai non ha mai difeso i suoi successi. Non ha difeso Anno Zero, non ha difeso Saviano. Questa Rai non governa, non sa governare. C'è una grave incapacità nel servizio pubblico perché è corrotto dalla politica.

Di Pietro dice che la Rai deve rimanere un servizio pubblico. Mediaset è di Berlusconi ma la Rai è dei cittadini che pagano il canone. Il vero proprietario della Rai è il cittadino e dovrebbe essere il cittadino a scegliere il presidente della Rai. E il presidente della Rai non dovrebbe avere niente a che fare con la politica.

Freccero: quando Celentano parla di paradiso è come se parlasse della rivoluzione. E' la rivoluzione in cui credevamo noi. Il paradiso è la sua visione per superare la crisi. E' l'incarnazione di un sogno: la salvezza dall'inferno del mondo contemporaneo.

Celentano: rifarei e ridirei tutto quello che ho fatto e che ho detto. Finché i partiti continueranno a spartirsi la Rai ci saranno sempre pressioni su tutti i dirigenti. Alcuni giornalisti di Repubblica hanno cercato di bloccare la mia partecipazione al festival, dicendo che sono un "cretino di talento". Ma a me piace questa definizione: è come dire "folle di talento". Loro, però, sono persone di "talento cretino". I soldi che la RAI mi dovrà dare non sono dei contribuenti, ma sono miei. Come i soldi che un falegname prenderebbe per costruire un tavolo. Non credo che la Pivetti avrebbe fatto il 70% di share con punte di 17 milioni di ascoltatori. Il successo è bello ma non quanto una semplice partita a bocce con gli amici.

Annunziata si domanda: "chi è la Rai? Qual è la politica alla quale la Rai si è consegnata?". Forse la soluzione ideale sarebbe un governo tecnico alla Rai.


Dario Fo: noi attori sappiamo distinguere lo spettacolo improvvisato e quello organizzato dagli alti dirigenti. Celentano è il Candido di Voltaire: ride dopo essere stato deriso. Franca Rame: Celentano è il temporale della libertà.

Scoperta sensazionale: la Rai ha un condice etico! Scoperto con Milena Gabanelli, rispolverato con Santoro e infine rinvenuto ad hoc per Celentano. Sono tanti i politici che negli ultimi anni hanno criticato e condannato aspramente Famiglia Cristiana con parole durissime... eppure nessuno ha difeso quel giornale cattolico in quelle occasioni. Ma non finisce qui...

Boncompagni: Il mio sogno è arrestare tutti quelli coinvolti con Sanremo. Chiamare 50.000 poliziotti e arrestarli tutti, compreso San Remo. Arresterei anche Vespa e la criminologa. Tutti quelli che stanno in prima fila.








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