La Russia brucia da Mosca alla Siberia, 35°C anche in Finlandia

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Ancora record in alcune stazioni moscovite e a San Pietroburgo (35,3°C), record anche nella gelida Ojmjakon. Finlandia: Lahti tocca i 35°C, Lappeenranta li sfiora. Oltre 34°C anche in Estonia. Urfa, Turchia, supera i 44°C. Gran caldo anche in Ucraina orientale, temporali in quella occidentale. Forti piogge in Polonia, Pakistan, Cina e Giappone meridionali. Roventi Mongolia, Iran,Iraq, Kuwait, Siria. 66 morti per il caldo delle ultime settimane in Giappone.

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Mosca, mercoledì 28 luglio: Osservatorio 24,1°/37,5°C, Baltschug 26,5°/38,4°C, Sheremetyevo 21,8°/36,0°C, Vnukovo 24,9°/37,3°C, Domodedovo 20,7°/37,5°C, Bykovo 23,7°/38,5°C. Record uguagliato per l'Osservatorio, record battuto per Vnukovo. Molto notevoli anche le minime in centro (Baltschug e Osservatorio), ma anche a Vnukovo. C'è ancora giovedì 29 luglio per vedere se si superano i 38°C in città e i 39°C in qualche aeroporto.
Ancora Russia. In Jacuzia, nel cuore gelido della Siberia, Ojmjakon è davvero scatenata e mercoledì 28, con 34,6°C, si è nuovamente migliorata, con il record precedente durato solo 24 ore. Tornando nel settore europeo, mercoledì 28 record a Tambov e Zametcino (41,1°C per entrambe), come pure a Bogucar, arrivata a 41,6°C, Kamysin e Kalac (41,5°C per entrambe). I valori più alti sono stati registrati a Verhnij Baskuncak e Aleksandrov Gaj, con 42,5° e 41,8°C, molto calde anche Jaskul e Volgograd, con 41,1° e 40,6°C. 35,3°C a San Pietroburgo, anche questo un nuovo record (precedente 34,6°C).
In Estonia, Narva 34,5°C, Johvi 33,7°C, Kunda 33,3°C, Kuusiku 32,8°C, Jogeva e Tartu 32,6°C, Valke-Maarja 32,3°C, Voru 32,1°C.
35,0°C a Lahti, in Finlandia, mercoledì 28 luglio. Notevolissimi anche i 34,6°C di Lappeenranta e i 33,7°C di Helsinki-Vantaa.

Caldo feroce anche in Turchia orientale. Mercoledì, Urfa 44,5°C, Diyarbakir 43,3°C, Adiyaman 42,5°C, Siirt 42,0°C, Gaziantep 41,2°C, Malatya (m 948) 40,6°C, Erzincan (m 1156) 38,1°C, Van (m 1667) 31,8°C.

Ucraina tra il gran caldo dell'est e i temporali della parte centro-occidentale. Luhans'k ha raggiunto i 39,5°C, Kharkiv i 36,8°C. A Chernihiv sono caduti 74 mm di pioggia tra le 18 GMT di martedì e la stessa ora di mercoledì.
Piogge intense, localmente a carattere temporalesco, anche in Polonia. Tra le 18 GMT di martedì e la stessa ora di mercoledì, 60 mm a Rzeszow-Jasionka, 49 a Cracovia, 48 a Lodz, 45 a Torun.
Ancora record martedì 27 luglio in Mongolia, con 39,3°C a Saikhan Ovoo e 39,9°C ai 1460 metri di Dalangzabad. Sempre in Mongolia, mercoledì 28, non solo si sono registrati 42,4°C a Zamyn-Uud, 950 metri di altitudine ma la minima di 31,0°C di Hangbod (m 914, massima 42,2°C) è veramente pazzesca. La bassa pressione con le grandi piogge nella Cina centrale ha spinto un'area di alta pressione arroventata più a nord, una massa d'aria molto calda staziona così in zona da settimane con valori fino a 30°C a 850 hpa, anche 32°C orografici.
Epicentro del caldo asiatico mercoledì tra Iran sudoccidentale, Iraq e Kuwait. In Iran, Masjed-Soleyman e Omidieh 48,6°C, Dezful 48,2°C, Abadan 47,8°C, Ahwaz 47,6°C. In Iraq, Bajij 47,8°C, Baghdad 47,6°C, Kut-Al-Hai 46,8°C, Kirkuk 46,5°C, Karbala 46,3°C, Mosul 46,2°C. In Kuwait, Sulaibiya 48,1°C, Al-Nwaiseeb e Mitribah 47,0°C, Abdaly 46,9°C, Bubiyan 46,8°C.
Gran caldo mercoledì 28 luglio anche in Siria, con massime 45,6°C a Kamishli, 45,2°C ad Hassakah, 44,8°C ad Abukmal, 44,3°C a Tel Abiadh, 42,2°C a Deir Ezzor.
Forte maltempo in Pakistan mercoledì. Tra le 18 GMT di martedì e la stessa ora di mercoledì, 178 mm di pioggia a Saidu Sharif, 171 a Peshawar, 138 a Murree, 103 a Jacobabad, 66 a Zhob, 64 a Drosh e Sibi, 63 a Pad Idan.
Piogge intense anche in Cina meridionale e Giappone meridionale. In Cina, tra le 18 GMT di martedì e la stessa ora di mercoledì, 120 mm a Shenzhen, 92 a Hong Kong. In Giappone, nelle medesime 24 ore, 136 mm a Kagoshima, 112 a Kochi, 83 a Fukue, 70 a Miyazaki.
Nel centro-nord del Giappone protagonista mercoledì è stato invece il caldo, con per esempio una massima di 34,2°C a Tokyo (oltre 5°C sopra media), ma anche 35,0°C a Nagano (media 28,7°C), 36,6°C a Toyama (media 28,7°C) e 36,3°C a Fushiki (media 28,4°C). Si calcola che almeno 66 persone siano morte in Giappone a causa dell'ondata di caldo (la maggior parte per colpo di calore) e 15000 siano state ricoverate in ospedale. Il paese è da una quindicina di giorni alle prese con un caldo persistente, con massime diffusamente oltre i 35°C. Anche martedì molte le massime oltre i 35°C, citiamo Fukushima 36,9°C, Gifu e Maizuru 36,7°C, Kumagaya e Tomaya 36,0°C, Nagoya 35,9°C, Matsumoto 35,8°C, Maebashi 35,6°C, Kyoto 35,5°C. Si tratta di valori 5°/8°C superiori alle medie stagionali.

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Debito e sostenibilità: disastro Italia Nel Primo mondo solo la Grecia peggio di noi

Shahim Kamalodin, ricercatore e analista presso l’istituto olandese Rabobank. La sua creatura si chiama “Indice di Vulnerabilità Sovrana” e, da qualche giorno, ha preso a girare in rete dopo aver catturato, per prima, l’attenzione del più importante quotidiano economico europeo: il Financial Times. Si tratta di uno strumento di analisi che misura in senso lato la fragilità della finanza pubblica mettendo insieme in un colpo solo otto diversi indicatori. Dal più classico rapporto debito/Pil fino allo “sforzo” monetario da impiegare per riportare i conti ai livelli pre-crisi. Passando, ed è questo l’aspetto più interessante, dal fantomatico “corruption perception index”, vera e propria chiave di volta dell’analisi.

In questo grafico l'italia è seconda al mondo come tasso di rischio.
A determinare il disastro italiano, spiega infatti Rabobank, è il famigerato “indicatore numero 8”, proprio quel “corruption perception index” che, si legge, misura “la credibilità, la capacità e l’abilità di un governo nel portare avanti le necessarie misure di austerity”. Roma, insomma, aveva promesso rigore e serietà. Ma qualcuno non le ha creduto. I soliti scettici e pessimisti?
Articolo completo preso qui:


Marea nera, stravolto l'equilibrio naturale

Dalla notizia Ansa qui

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ROMA - La marea nera del Golfo del Messico ha "spezzato" la Loop current, una delle principali componenti della Corrente del Golfo e uno dei motori che contribuisce a riscaldarla. Lo segnala uno studio italiano, secondo il quale è impossibile prevedere come si evolverà la situazione, ma se questo processo proseguirà, potrebbero esserci serie conseguenze per la Corrente del Golfo, la corrente calda che percorre l'Atlantico fino al Nord Europa.

La ricerca, pubblicata sul sito dell'Associazione Geofisica Italiana, dell'Istituto di Scienze atmosferiche e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isac-Cnr), è stata condotta dal fisico teorico Gianluigi Zangari, dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Il ricercatore ha analizzato i dati dei satelliti americani ed europei per l'osservazione della Terra (Jason, Topex-Poseidon, Geosat Follow-On, Ere-2 ed Envisat) in collaborazione con l'Università del Colorado e utilizzando un sistema di calcolo sviluppato e brevettato dallo stesso Zangari nei Laboratori di Frascati nel 1999. Nei giorni scorsi nel Golfo del Messico la marea nera aveva cominciato a formare un vortice che adesso ha raggiunto dimensioni notevoli e che si è completamente separato dal resto della corrente. "Si è rotto un equilibrio nato in milioni di anni", ha osservato Zangari, e "se non si ricostituirà la Corrente del Golfo, potrebbe subire conseguenze irreparabili".