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Storia #Carnevale Bacanal del Gnoco

Appunto sul blog quest'argomento, mi sono fatto aiutare da AI per velocizzare la stesura dell'argomento

Il Carnevale Bacanal del Gnoco è l’anima pulsante del Carnevale di Verona. Non è solo una sfilata di carri, ma una delle tradizioni popolari più antiche e sentite d'Europa, con radici che affondano nel lontano 1531.

A differenza dei carnevali più "aristocratici" (come quello di Venezia), quello veronese ha un’impronta decisamente popolare e gastronomica.


1. La Leggenda e le Origini

Tutto ebbe inizio durante una terribile carestia nel XVI secolo. A causa dell'inondazione dell'Adige e delle invasioni dei Lanzichenecchi, il prezzo del grano era salito alle stelle e il popolo del quartiere di San Zeno era affamato.

Il 18 giugno 1531 (un venerdì), i cittadini assaltarono i forni per avere il pane. La rivolta fu placata solo grazie all'intervento di alcuni cittadini facoltosi che acquistarono e distribuirono a loro spese viveri ai poveri. Tra questi spicca la figura di Tommaso Da Vico, considerato il fondatore del Baccanale, che nel suo testamento dispose che ogni anno venissero distribuiti gnocchi e vino agli abitanti di San Zeno.

2. Il Protagonista: Papà del Gnoco

La figura centrale è il Papà del Gnoco, la maschera più antica d'Italia. Ecco come riconoscerlo:

  • L'aspetto: Un uomo anziano con una lunga barba bianca.

  • L'abito: Vestito di velluto rosso, con una grossa pancia imbottita.

  • Lo scettro: Impugna una grande forchetta dorata su cui è infilzato un enorme gnocco di patata.

  • L'elezione: A differenza di molte altre maschere, il Papà del Gnoco viene eletto democraticamente dai cittadini del quartiere di San Zeno in una domenica di festa chiamata "Domenica del Papà del Gnoco".

3. Il Venerdì Gnocolà

Il momento clou delle celebrazioni è il Venerdì Gnocolà (l'ultimo venerdì prima di Quaresima). In questo giorno:

  • Si svolge la grande sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati che attraversa tutto il centro di Verona.

  • La tradizione impone di mangiare gnocchi fatti in casa, rigorosamente conditi con il pomodoro o con la pastissada de caval (stracotto di cavallo).

Le date principali del Baccanale

EventoSignificato
Elezione del PapàScelta del rappresentante del Carnevale.
Venerdì GnocolàLa giornata della grande sfilata e della gnoccata in piazza.
L'Ultima NotteIl martedì grasso, con la chiusura dei festeggiamenti in Piazza Bra.
Curiosità: Il Papà del Gnoco non si muove a piedi o sui carri, ma cavalca tradizionalmente una mula, distribuendo caramelle ai bambini e benedizioni (o battute sagaci) agli adulti.

[fonti 



Film #Invictus & Nelson Mandela & Poesia

Mi fu segnalato, qualche anno fa, la seguente poesia che leggeva, per anni, Nelson Mandela, quando era in prigionia. (30 anni in una cella di pochissimi metri quadrati)

Non solo supero' tutto cio' e sappiamo che divento' il presidente dell'africa del sud ma anche arrivando addirittura a perdonare i suoi nemici/carcerieri.

Allo stesso tempo, pur essendo una persona senza un credo religioso (questo e' quello che so), aveva capito, tra le tante, che l'odio non era la strada da perseguire (come la sua "sorella" la vendetta)
Conferma che si puo' arrivare alle tante verita' della vita passando da percorsi alternativi anche diversi da cio' che offrono le varie filosofie/religioni)

Questa e' la poesia che aveva scritto e si leggeva in cella durante i 30 anni di prigionia per darsi forza e di seguito il trailer del film Invictus.

Una bella storia con, per fortuna, un lieto fine. (che da speranza, quella di cui, molti noi, ha sempre bisogno)

Condivido per continuare a dare, e darci, speranza.




TESTO IN INGLESE

(inglese)
«

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.
In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.
Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.
It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate,
I am the captain of my soul.

»

TESTO IN ITALIANO

(italiano)
«

 Dal profondo della notte che mi ricopre
Nera come la fossa da polo a polo
Ringrazio gli dei qualunque essi siano
Per la mia anima indomabile.
Nella stretta morsa delle avversità
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
Incombe soltanto l'orrore delle ombre.
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

»

Storia - Esplosioni Nord Stream ed il ruolo della Nato/USA

Segnalo il seguente articolo.

Reputo quanto qui scritto ha un suo fondamento.

Il reporter, indica che le esplosioni del Nord Sream furono decise dagli USA e organizzata dalla Cia insieme ad altre forze Nato.

Hersh ha vinto 5 premi della scuola di reportage investigativi di Long Island

https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/15/il-reporter-hersh-ribadisce-la-sua-versione-esplosioni-nord-stream-decise-dagli-stati-uniti-sono-abituato-al-silenzio-dei-grandi-media/7066374/

Aforisma - Il vino (Apuleio)

Mi e' stato segnalato questo interessante aforisma, è doveroso appuntarlo e condividerlo:

"Prima creterra ad sitim pertinet, secunda ad hilaritatem, tertia ad voluptatem, quarta ad insaniam" (Apuleio)

"Il primo bicchiere appartiene alla sete, il secondo all'allegria, il terzo alla voluttà, il quarto alla pazzia" (Apuleio)

https://www.latin.it/frase/Prima_creterra_ad_sitim_pertinet,_secunda_ad_hilaritatem,_tertia_ad_voluptatem,_quarta_ad_insaniam


Aforisma - Primo levi

Che Primo Levi sia stato una persona, di grande valore e spessore, e' una cosa di pubblico dominio. (e non aggiungo niente di nuovo)

Quando lessi, in prima superiore, il libro "Se questo e' un uomo" ne rimasi, ovviamente, folgorato.

Per tale motivo, indico di seguito, una vecchia intervista, di Primo Levi che, invito, ad ascoltare, perche' da degli spunti di riflessione molto interessanti.

Storia - Enzo Biagi intervista Primo Levi

Di seguito una citazione che e' "calzante" come lo erano, non di rado, le considerazioni fatte, da Primo Levi e, conferma che, la prudenza ed, il "vigilare" non e' mai troppo. (dopo tutto, il crollo di una diga, non di rado, inizia, da un piccolissimo forellino che, se trascurato, diventa "voragine")

“Le grane, tu lo saprai, non vengono al galoppo, come gli Unni, ma zitte, di soppiatto, come le epidemie" (Cerrato; Argento, pp. 209-210)

[Fonte https://it.wikiquote.org/wiki/Primo_Levi ]



Riflessione del giorno - Platone - La sete di libertà

Segnalatomi, ed appuntato, 20 anni fa, dalla proprietaria di un negozio, su un pezzo di carta durante un piacevolissimo viaggio di lavoro con mio padre e riscoperto oggi ( confermando la bonta' del detto "Verbu Volant scripta manent")


"Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei  coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di  lui, che i giovani pretendano  gli  stessi  diritti, le stesse  considerazioni  dei  vecchi, e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo per nessuno. In mezzo a tale licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia."

Platone


[Fonte http://umsoi.org/2018/11/il-pensiero-platone-la-repubblica/ ]

Storia - Luigi Mosconi - Vari libri su #Bagno di Romagna #Selvapiana #Montegranelli #Oxford

Mi sento di segnalare vari libri di una cara persona, 

Buona lettura


Il disegno di Bagno di Romagna durante le distruzioni e le minacce del fiume Savio fra Cinque e Seicento

di Luigi Mosconi

Descrizione del libro:

l paese di Bagno di Romagna, sorto e ampliatosi nel letto del fiume Savio, ha sopportato per secoli le sue inondazioni che tra Cinque-Seicento, due magistrature fiorentine registrarono con ricchezza di particolari. 

Tra gli architetti, gli ingegneri e i capomaestri che visitarono la Val di Bagno, vi furono tecnici impegnati in importanti realizzazioni di opere pubbliche nel granducato, e nella costruzione di ville e resedi per il principe: tra questi nominiamo Gherardo Mechini; David Fortini, nipote di Niccolò Pericoli detto il Tribolo; Francesco Baglioni, un intagliatore, credibilmente nipote di Baccio d'Agnolo. 

Fra tutti, però, emerge Bernardo Buontalenti che essendo in Val di Bagno, probabilmente per curarsi i primi sintomi della gotta, fu chiamato dal granduca a visitare per suo conto alcuni lavori aperti nella valle. 

La documentazione - che permette di descrivere le tragiche inondazioni e gli interventi degli uomini di Bagno e delle magistrature centrali per risanare il paese, che qualche volta rischiò di essere abbandonato, e mantenere utilizzabili le acque calde - fornisce anche splendide rappresentazioni grafiche, degne anche di una valenza artistica.



Selvapiana. Una curtis di una signoria monastica dalle origini al dominio di Firenze

di Luigi Mosconi

Descrizione del libro:


Il castello di Selvapiana è menzionato, per la prima volta, in una donazione del 1232, quando il figlio di uno sconosciuto Taddeo lo sottometteva alla Chiesa romana. 
Intorno al 1274, Selvapiana apparteneva alla signoria dell'abbazia del Trivio (Montecoronaro) con la quale i discendenti di Taddeo, nominati Della Faggiola, condividevano il potere. 

Uguccione di Rainerio Della Faggiola, al principio della sua esperienza signorile, ma già famoso condottiere nell'Italia centro-settentrionale, custodiva insieme ai suoi fratelli il castello di Selvapiana e alla fine del XIII secolo lo aveva anche fortificato. 

È attendibile che nei primi anni del Trecento, Uguccione abbia ospitato Dante Alighieri nei suoi castelli «ne' monti vicini ad Orbino» - tra i quali non possiamo escludere quello di Selvapiana - come testimonia Giovanni Boccaccio nel suo "Trattatello in laude di Dante", e come vuole anche la tradizione. 

Alla fine degli anni Venti del XIV secolo, quasi tutto il potere della signoria del Trivio era passato nelle mani dei Della Faggiola. Dalla spartizione dei castelli e dei territori di quella casata, Selvapiana toccò a Paolozzo, poi a Cionarino e dopo di lui a un altro Paolozzo.

Quest'ultimo tenne il castello fino al 1404, quando diventò un raccomandato del comune di Firenze. 

Nel 1424, passò dalla parte del duca di Milano e guerreggiò contro i fiorentini i quali, nel 1431, lo spogliarono di tutti i suoi averi. 

Il paese, quindi, fu aggiunto alle altre località della Val di Bagno che i Gambacorti tenevano sotto l'accomandigia di Firenze e quando questi ultimi decisero di lasciare la valle per trasferirsi nel reame di Napoli, Selvapiana fu incluso nel dominio fiorentino.





Montegranelli: la Signoria dei Da Romena nella Val di Bagno a metà del XIV Secolo


di Luigi Mosconi

Descrizione del libro:

La presente ricerca descrive per la prima volta l'essenza di una signoria laica nella Val di Bagno. 

L'amicizia di Dante Alighieri con molti conti da Romena porta a prendere in seria considerazione la presenza del Poeta nel castello di Montegranelli o in quello di Bagno agli inizi del Trecento. 

Le mogli di due di questi conti, tra l'altro, erano, una la figlia di Paolo Malatesta e l'altra, dopo Francesca da Polenta, la moglie di Gianciotto Malatesta: i protagonisti della nota e tragica vicenda amorosa. 

La descrizione della topografia del castello di Montegranelli, dei signori che vi abitavano e delle vie che attraversavano la valle, introducono le vicende del conte Bandino di Uberto da Romena negli anni Trenta-Cinquanta del XIV secolo. 

La posizione giuridica degli uomini della signoria e dei poteri del conte scaturisce dalla narrazione delle concessioni di terre, degli iuspatronati ecclesiastici, dei feudi e delle accomandigie. 

Un regesto, ricco di toponimi, accompagna il lettore all'interno del castello di Montegranelli e in molti luoghi della Val di Bagno dandogli l'emozione di vivere in quegli anni.




Segnalo inoltre che il seguente libro e' disponibile perfino a Cambridge:



Canzone - La Ballata della Soda (Vai, vai..), Arrivera' l'estate - De Soda Sisters

Indico di seguito il testo della seguente canzone, nonche il video musicale:



Era il 1912 quando il belga
Ernesto arrivò a Rosignano
e ahimé, sciagurato, volle costruire
una fabbrica di bicarbonato.
Lo chiese per primi ai cecinesi ma loro gli dissero:
"No, noi qui un ti ci si vole!" "Vabbè...
Però l'acqua del Cecina ve la puppo uguale ".

Così sulle rive marine,
nacque il mega fabbricone,
non contento del sale del mare,
andò pure a Volterra le Saline a stragiare.

Il nuovo prodotto era nato:
eccolo a voi il bicarbonato!
Ecologico e conveniente,
ma come mai prima non c'era venuto a mente!

Ma quale fu il prezzo
di tale illuminanza,
nel mare e non solo tanti
rifiuti e metalli da scaricare.

Ed eccoli qua,
signore e signori:
arsenico, rame e cloruri,
piombo, cadmio e Mercuri.

E allora vai, vai, vai alla Solvay alla Solvay
e allora vai, vai, vai alla Solvé tu c'ha'ndá te!

Il mare si riempì di fanghi industriali
e le poseidonie non nacquero più
a frenare l'erosione marina
Ernesto pensava ci fosse Gesù.

I pesci iniziarono a disertare
l'inquinato mar sorvaíno
e i pescatori non videro più
nemmeno l'ombra di mezzo vaíno

ed eccovi a voi presentata
l'Ilva Toscana così com'è nata,
per questo e per altre ragioni
De' Soda Sisters e non altri nomi.

E allora vai, vai, vai alla Solvay alla Solvay
e allora vai, vai, vai alla Solvé tu c'ha'ndá te!

Giunse voce a Nettuno il re de'i mare
che a Rosignano c'era grande moria,
nell'ammoniaca e un ci dove'an restare
così ordinò a tutti i pesci d'andare via...

un lo poteron di certo biasimare,
gli risposero in coro "E così sia!"
Se ne andarono senza far più capolino
e al posto loro apparve... il fiorentino!

Venivamo da Firenze e provincia,
partivano all'alba in gran frotte,
correvano lungo la strada
e per il posto si faceva a botte!

Ci dicevano 'ndo vu andate?
Noi si va al mar dei Caraibi,
si spende poco o quasi niente
l'unica pecca è che c'è troppa gente.

E allora vai, vai, vai alla Solvay alla Solvay
e allora vai, vai, vai alla Solvé tu c'ha'ndá te!

Ma poi il sogno sperato,
ben presto s'è trasformato
c'è chi a fare il bagno è andato
e dall'acqua torba un è più tornato.

La spiaggia da cartolina
in poco tempo s'è rivelata
non poco meno di una carneficina
per chi tornava con la pelle ustionata.

E allora vai, vai, vai alla Solvay alla Solvay
e allora vai, vai, vai alla Solvé tu c'ha'ndá te!

Non c'è futuro per me buon tumore Sorvé!
Non c'è futuro per me buon tumore Sorvé!

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Canzone Arrivera' l'estate e playlist di De Soda Sisters:


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Di seguito invece una presentazione del gruppo Dè Soda Sisters:



[Fonti ]





Storia - La nascita del purgatorio - Jacques Le Goff

Segnalo questo libro, La nascita del purgatorio - Jacques Le Goff 

"... Secondo Lutero, il Purgatorio era un "terzo luogo" ignorato dalle Scritture. È solo alla fine del XII secolo che nasce la credenza in un luogo intermedio dell'aldilà: un evento che va oltre la storia della religione e della spiritualità, e che Le Goff collega alle nuove strutture sociali e politiche del feudalesimo e alle conquiste economiche, agricole e mercantili. Ed è così che le grandi sistemazioni culturali, filosofiche e anche teologiche che avevano governato il modo di pensare e di vivere dell'uomo medievale, vengono radicalmente messe in discussione. La nascita del Purgatorio, attraverso un attento studio della società medievale e della mentalità collettiva, dimostra infatti come l'affermarsi di una nuova visione del mondo abbia fatto sì che il peccato non decidesse tragicamente il destino dell'anima umana, ma che fosse possibile salvarsi in un "secondo regno, dove l'umano spirito si purga e di salire al cielo diventa degno"...."

Storia - La civiltà dell'Occidente medievale

Segnalo questo interessante libro che parla del Medio Evo nell'occidente.

Questo mette in risalto che il luogo comune sul Medio Evo come periodo grigio e' sicuramente esagerato rispetto a come sono andate veramente le cose.

La Civiltà dell'Occidente medievale - Jacques Le Goff




Storia - Enzo Biagi intervista Primo Levi

Di questo video estrapolo il seguente trafiletto denso di significato e contenuto


Enzo Biagi: "Che cosa l'ha aiutato a sopravvivere nel campo di concentramento?"

Primo levi: "La fortuna perché non c'è una regola visibile per cui sopravvivesse il più colto e più ignorante il più grasso o il più magro il più religioso o il più incredulo
quindi al primo posto metterei la fortuna poi secondo a molta distanza la salute e proseguendo ancora una mia curiosità del mondo intorno a me."

Enzo biagi: "Ho letto che sopravvivevano più facilmente quelli che avevano fede."

Primo Levi:
"Sì questa è una constatazione che io ho fatto è che molti mi hanno confermato qualunque fede, fede religiosa cattolica ebraica o protestante fede politica, il percepire se stessi come non più come individui ma come membri di un gruppo anche se muoio io qualcosa sopravvive, la mia sofferenza non è vana..."




Religione - Quaranta martiri di Sebaste

Qualche tempo fa ho sentito parlare dei Quaranta martiri di Sebaste, brevemente

"quaranta soldati, appartenenti alla XII Legione "fulminata" localizzati a Melitene, vennero arrestati per la loro fede cristiana. Invitati a rifiutare la fede furono condannati a morire di freddo nudi sullo stagno ghiacciato di Sebaste durante una notte invernale. 

Solo uno non riusci nell'impresa gettandosi su uno dei bagni caldi, ma a causa dello sbalzo di temperatura morì sul colpo."

La data di commemorazione e' il 9 marzo e per tale data in Romania i cristiani cucinano 40 mucenici, dolci a base d’impasto lievitato.






Di anonimus - http://web.mit.edu/ocf/www/icons.html The Orthodox Weekly Bulletin, Pubblico dominio, Collegamento
https://www.romanianatheart.com/blog/2018/3/18/mucenici


Per maggiori approfondimenti:


http://www.santiebeati.it/dettaglio/92258

http://www.orthodoxia.it/synaxarion/03_09_quaranta.php

Montanelli - Indro e Destà. Una replica della Fondazione Montanelli Bassi

Indico di seguito un trafiletto della Fondazione Montanelli per quanto riguarda "la macchina del fango" che ciclicamente si "abbatte" sulla memoria di Indro come "fascista". 

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 Indro e Destà. Una replica della Fondazione Montanelli Bassi
 

Abbiamo ricevuto via mail dalle autoproclamatesi “Indecorose” l’invettiva, già comparsa nei giorni scorsi sulla stampa, con la quale Indro Montanelli viene da esse accusato di essere stato “fascista, revisionista, conservatore e colonialista”. Epiteti che non avrebbero scandalizzato Indro, visto che egli, come ha sempre ammesso, al fascismo aveva aderito in giovanissima età, per poi abbandonarlo sul finire degli anni Trenta; la qualifica di revisionista l’avrebbe accettata volentieri, poiché lo storico non può che essere così; conservatore si era sempre ritenuto lui stesso e colonialista lo è stato nel senso che ha partecipato alla guerra di Etiopia accanto a tanti altri giovani italiani.   
A queste accuse però le Indecorose ne hanno aggiunta un’altra profondamente ingiusta: Indro avrebbe usato violenza contro la giovane Destà, la ragazza abissina “comprata” secondo la tradizione del madamato, ossia l’usanza di assegnare una compagna ai militari italiani presenti in Etiopia.  La Fondazione Montanelli Bassi si è già espressa in merito (Un'accusa ingiusta e strumentale)  sottolineando il carattere pubblico dell’unione tra Montanelli e Destà e il fatto che essa era condivisa e anzi sollecitata dalla popolazione locale, in particolare dallo Sciumbasci, ossia l’aiutante indigeno di Indro, che gli aveva presentato la ragazza. Per quanto possa essere ritenuta deprecabile, tale usanza non aveva niente di occulto o di violento, tanto che al primo figlio che ebbe in seguito da un successivo matrimonio Destà impose il nome di Indro.  Davvero uno strano modo di evocare la presunta violenza subita da parte del giornalista!  E, sempre a proposito di nomi, non ci resta che ricordare il terzo imposto dal padre a Indro, dopo quello del nonno (Alessandro): Schizogene, ossia “seminatore di zizzania”. Nome fino ad oggi profetico più di ogni altro, come rivela quest’ultima polemica.
Aggiungiamo sull’argomento due articoli usciti recentemente, quello a firma di Maurizio Giannattasio comparso sul Corriere della Sera (Ed. Milano) del 30 aprile 2018 e quello di Paolo Di Paolo pubblicato su Repubblica (Ed. Milano) il 3 maggio del 2018.
I testi dei suddetti articoli potranno essere visionati sul nostro sito www.fondazionemontanelli.it
(cliccare qui: Indro e Destà.)

  
  
 Fondazione Montanelli Bassi
via G. di San Giorgio, 2
Casella Postale 190
50054 FUCECCHIO (Fi)
Tel e fax 0571 22627
La Fondazione Montanelli Bassi aderisce
al circuito ’Associazione Case della Memoria’

Storia - Incidente ferroviario della stazione di Parigi Montparnasse

Leggendo su Wikipedia ho trovato menzione di questo incidente ferroviario. Indico qualche stralcio e il link all'articolo originale:

https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_ferroviario_della_stazione_di_Parigi_Montparnasse

"L'incidente ferroviario della stazione di Parigi Montparnasse fu un incidente avvenuto a Parigi il 22 ottobre 1895 ricordato soprattutto per essere stato il più spettacolare nella storia delle ferrovie francesi."

"Allorché il treno giunse in prossimità della stazione di Montparnasse, il macchinista azionò il freno Westinghouse per rallentare la corsa ma questo non funzionò e non riuscì ad arrestare il convoglio. Il macchinista chiese subito l'intervento del capotreno Albert Mariette affinché azionasse il freno a mano ma la manovra non ebbe il risultato sperato; non restava che azionare il controfreno a vapore della locomotiva ma era troppo tardi affinché questo risultasse efficace. Il treno entrò in stazione alle ore 16:00, come testimoniato da tutti gli orologi elettrici che si bloccarono dopo l'impatto e proseguì la sua corsa a una velocità di circa 40 km/h, divelse la barriera dei respingenti posti a fine corsa dei binari, attraversò i circa dieci metri dell'atrio e sfondò la balaustra e la vetrata della facciata della stazione precipitando sull'antistante rue de Rennes in corrispondenza di una fermata di tram posta una decina di metri più in basso"


"si registrarono soltanto due passeggeri feriti, insieme a due impiegati delle ferrovie, un vigile del fuoco e il macchinista con il suo aiutante Victor Garnier che vennero sbalzati dalla postazione di guida della locomotiva"

"L’unica vittima fu Marie-Augustine Aiguillard, una donna di 39 anni madre di due figli di 5 e 9 anni che sostituiva il marito edicolante nel chiosco di place de Rennes, davanti alla stazione; non fu uccisa dalla locomotiva, bensì da un grosso frammento di muratura precipitato dalla facciata della stazione"



Train wreck at Montparnasse 1895 - 2.jpg

Storia - Tarrare l'uomo che mangiava di tutto.

Menziono questo interessante articolo su un tipo del passato che mangiava di tutto. Si direbbe che avrebbe la "Tenia".

https://it.wikipedia.org/wiki/Tarrare



"Tarrare, a volte citato come Tarare, (Lione, 1772 – Versailles, 1798) è stato un militare e artista francese, noto per le sue abitudini alimentari particolari. In grado di mangiare grandi quantità di carne, era costantemente affamato e, poiché i suoi genitori non erano in grado di rifornirlo adeguatamente di cibo, fu costretto ad abbandonare la famiglia da adolescente. Viaggiò in Francia in compagnia di una banda di ladri e prostitute, prima di diventare il fenomeno da baraccone di un ciarlatano itinerante: ingoiava tappi, sassi, animali vivi e un intero cesto pieno di mele. Successivamente si trasferì a Parigi, dove lavorò come artista di strada sfruttando questa sua insolita abilità."

"Dimostrò quindi di essere in grado di consumare in una sola volta un pasto sufficiente per 15 persone, di inghiottire gatti e serpenti vivi, lucertole altri animaletti e tutta una anguilla senza masticarla. Nonostante la sua dieta insolita, era di dimensioni e aspetto normali e non mostrava alcun segno di malattia mentale se non quello che al tempo fu descritto come un temperamento apatico."

" Tarrare tentava infatti di bere il sangue salassato dei pazienti e addirittura di nutrirsi dei cadaveri dell'obitorio e usciva spesso dal nosocomio, nutrendosi scavando tra i rifiuti e rubando le frattaglie esposte fuori dai macelli."

"Durante l'esame autoptico l'esofago dell'uomo fu scoperto essere anormalmente ampio e, una volta divaricate le fauci, lo studioso poté osservare un ampio canale verso lo stomaco.[21] Il corpo fu trovato pieno di pus mentre il suo fegato e la colecisti erano anormalmente grandi così come lo stomaco, che si presentava coperto di ulcere e riempiva la maggior parte della sua cavità addominale.[17] Vennero così verificate quelle varie caratteristiche organiche che rendevano Tarrare unico e che erano già state descritte nel paragrafo § Aspetto fisico e comportamento.[20]"


Storia - Operation Dome con B52 in volo continuo

Operazione Chrome Dome, in inglese Operation Chrome Dome, era il nome in codice assegnato dalla United States Air Forceal programma di impiego di bombardieri strategici Boeing B-52 Stratofortress armati con bombe nucleari, in missioni di "allerta in volo" (in inglese Airborne alert) permanente.
Il programma, sviluppato tra il 1958 e il 1968, in uno dei periodi più drammatici della guerra fredda con continue tensioni tra le due superpotenze e potenziale pericolo di un'improvvisa guerra nucleare, prevedeva che un certo numero di bombardieri B-52 fossero tenuti in volo costantemente 24 ore su 24 tutti i giorni dell'anno su rotte studiate per essere in posizioni idonee a sferrare rapidamente un attacco nucleare di rappresaglia contro l'Unione Sovietica.
L'operazione Chrome Dome, promossa soprattutto dal capo di stato maggiore dell'USAF, il generale Curtis LeMay, e dal comandante in capo dello Strategic Air Command, generale Thomas S. Power, avrebbe dovuto consentire agli Stati Uniti di sferrare in ogni caso un devastante secondo colpo nucleare, nell'eventualità di attacco improvviso della superpotenza nemica. Il programma venne interrotto nel 1968 dopo una serie di gravi incidenti di bombardieri armati con bombe nucleari.
Le missioni dell'Operazione Chrome Dome vennero descritte con ironia macabra nel celebre film grottesco di Stanley Kubrickdel 1964, Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba, e con inquietante realismo nel film thriller-drammatico, anch'esso del 1964, A prova di errore, di Sidney Lumet.

Maggiori dettagli qui:

https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Chrome_Dome





Cultura - Il bisso “seta del mare”

Per definizione, quindi, il bisso marino è un tessuto costituito dai filamenti solidificati della Pinna Nobilis Setacea, conosciuta anche col nome di nacchera. La pinna nobilis è il più grande mollusco bivalve presente sui fondali del mar Mediterraneo, suo habitat esclusivo. Simile a una grande cozza, ha una vita media di circa 25 anni, e la sua conchiglia può raggiungere dimensioni di oltre un metro di lunghezza. Produce un filamento gelatinoso dal colore bruno che solidifica a contatto con l'acqua, ancorando il mollusco al fondale.
.....
La storia del bisso si perde nella notte dei tempi. Introdotto dai Caldei della Mesopotamia all’incirca 7 mila anni fa, è menzionato in ben 46 passi della Bibbia, che ne parla come tessuto del re Salomone e della regina Ecuba. Di bisso erano costituite le vesti dei Faraoni, e successivamente anche i paramenti sacri dei papi e gli abiti regali di principi, re e imperatori.
...
Arte millenaria tramandata di generazione in generazione dalle donne che abitavano le sponde del Mediterraneo, oggi la tessitura del bisso sopravvive unicamente nell'isola di Sant'Antioco, situata nella parte sudoccidentale della Sardegna e ad essa collegata attraverso un ponte e un istmo artificiale. A custodire questo straordinario patrimonio gestuale ed esoterico è la sessantenne Chiara Vigo, ultima tessitrice e unico maestro di bisso al mondo, vera sacerdotessa di un rito che dai Caldei si è mantenuto pressochè intatto fino ai giorni nostri.

Maggiori approfondimenti:

https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/22541-bisso-seta-di-mare


[Update 2019.07.20]

Aggiungo qualche link:

http://www.sardolog.com/bisso/chi.htm

https://www.chiaravigo.it/

Montanelli - Risorgimento

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 Montanelli e il Risorgimento
 
Siamo venuti a conoscenza di una proposta presentata in Parlamento dal senatore del Movimento Cinque Stelle Sergio Puglia per l’istituzione di un “Giorno della memoria per le vittime del Risorgimento”, a seguito di analoghe mozioni già presentate ai consigli regionali di Campania, Puglia, Abruzzo e Molise.

Purtroppo a sostegno di una tesi che evidentemente vuole rivalutare il Regno Borbonico (la giornata dovrebbe infatti svolgersi il 13 febbraio, giorno in cui nel 1861 cadde l’ultimo baluardo dei Borbone di Napoli), il proponente cita, tra gli altri, gli scritti di Indro Montanelli..
Ecco la nostra opinione in merito (per proseguire nella lettura cliccare il seguente link)
MONTANELLI E IL RISORGIMENTO
  
  
 Fondazione Montanelli Bassi
via G. di San Giorgio, 2
Casella Postale 190
50054 FUCECCHIO (Fi)
Tel e fax 0571 22627

Firenze - Gioiello a Firenze

La villa, le cui origini sembrano risalire al secolo XIV, fu ricostruita nel Cinquecento. Il nome “Gioiello” indicava la posizione favorevole della proprietà, situata verso ponente nelle colline di Arcetri. La facciata conserva, in ricordo di Galileo Galilei, che vi abitò negli ultimi anni della sua vita, un busto del 1843 e due lapidi (1788 e 1942). Qui Galileo terminò i suoi giorni, assistito dal figlio Vincenzo, da Torricelli e da Viviani. In origine abitazione suburbana da cui si amministravano i poderi circostanti, ha subito numerose modifiche nel corso della sua storia. L’aspetto attuale della villa è in gran parte dovuto alle trasformazioni intervenute alla fine del sec. XVI. 

https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Il_Gioiello



La Villa, storico edificio di proprietà dell'Università, riaperta al pubblico  quest'anno in occasione delle celebrazioni galileiane è visitabile su prenotazione obbligatoria. La durata della visita di un'ora circa è corredata da un video esplicativo sulle scoperte del grande scienziato.
La Villa è visitabile il sabato e la domenica su prenotazione per visite guidate ed eventi particolari.
I biglietti per le attività e i laboratori sono in vendita presso le Sezioni del Museo: Geologia e Paleontologia, Antropologia e Etnologia, Orto Botanico.
Villa Il Gioiello, (via del Pian dei Giullari, 42 - Firenze)


Info e prenotazioni: +39 055 2756444
Un "Gioiello" sulle colline di Arcetri