Filosofia - Gandalf Vita e morte spiegata a Frodo "Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello"

 Proprio in questi giorni mi e' ritornato alla mente il seguente dialogo del "Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello"

Con questo articolo voglio commentare, alla fine, quanto qui indicato:

Gandalf spiega che "...molti di quelli che vivono meritano la morte, e molti di quelli che muoiono meritano la vita. Tu sei in grado di valutare, Frodo? Non essere troppo ansioso di elargire morte e giudizi; anche i più saggi non conoscono tutti gli esiti."

Di seguito il dialogo completo

F: ..C’è qualcosa laggiù!

G: E’ Gollum.

F: Gollum?

G: Sono tre giorni che ci segue.

F: E’ fuggito dai sotterranei di Barad-dur?

G: Fuggito, o lasciato andare. Lui odia e ama l’anello, proprio come odia e ama se stesso, non si libererà mai del bisogno di averlo.

F: Che peccato che Bilbo non l’abbia ucciso quando poteva.

G: Peccato? È stata la pena che gli ha fermato la mano. Molti di quelli che vivono meritano la morte e molti di quelli che muoiono meritano la vita. Tu sei in grado di valutare Frodo? Non essere troppo ansioso di elargire morte e giudizi. Anche i più saggi non conoscono tutti gli esiti. Il mio cuore mi dice che Gollum ha ancora una parte da recitare nel bene o nel male, prima che la storia finisca. La pietà di Bilbo può decidere il destino di molti.

F: Vorrei che l’anello non fosse mai venuto da me. Vorrei che non fosse accaduto nulla.

G: Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi ma non spetta a loro decidere. Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso. Ci sono altre forze che agiscono in questo mondo Frodo apparte la volontà del male. Bilbo era destinato a trovare l’anello. Nel qual caso anche tu eri destinato ad averlo, e questo è un pensiero Incoraggiante..”.

di seguito il filmato:



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Quanto qui detto:

"...Il mio cuore mi dice che Gollum ha ancora una parte da recitare nel bene o nel male, prima che la storia finisca. La pietà di Bilbo può decidere il destino di molti...."

Trova poi compimento nel prosieguo del film quando Frodo, sopraffatto dalla forza dell'anello decide di non distruggerlo... Proprio in quel momento Smigol lo attacca per prendere l'anello.

Questo attacco improvviso ridesta in Frodo la consapevolezza di quale sia il suo fine primo (distruggere l'anello) e si riprendera' e riuscira' a distruggerlo... 

Questo conferma quanto detto da Gandalf "... Smigol ha ancora un ruolo da compiere nel bene o nel male...".

Se dunque Smigol fosse morto molto probabilmente Frodo non avrebbe portato a compimento il suo compito.

Si possono prendere spunti anche per altri casi della vita normale, in modo da non essere portati, troppo avventatamente, a dare giudizi lapidari verso le persone negative e non (di morte o vita che sia). 

Il famoso concetto a me molto caro di "lungo termine" :-) 


Montanelli - Difendete l'italiano

Indro Montanelli scrisse sul Corriere della Sera il 18 giugno del 2001 (La stanza di Montanelli), poco più di un mese prima di morire:

"...L’inglese viene strapazzato dovunque: in una canzonetta e sullo schermo di un computer, in televisione e negli alberghi del mondo. Ma resta asciutto e comprensibile. A certi livelli infimi non è più una lingua, ma una sorta di «codice ausiliario di comunicazione». … Tento di riassumere la mia opinione in una triplice raccomandazione. Imparate l’inglese: serve a parlare col mondo (e a capirlo, cosa ancora più importante). Studiate il francese e il tedesco: servono a comprendere l’Europa. E difendete l’italiano: serve a ricordarci chi siamo e da dove veniamo. E Dio sa quanto ce ne sia bisogno. ..."

Tratto da:

http://www.fondazionemontanelli.it/sito/pagina.php?IDarticolo=441&KNL=71706&NNL=29102&CNL=10



Cultura - Noril'sk

Noril'sk è classificata come uno dei 10 luoghi più inquinati del mondo e l'impianto industriale cittadino della NorNickel è, singolarmente, il più inquinante al mondo.

E' la seconda città al mondo per popolazione oltre il Circolo Polare Artico (dopo Murmansk).


Dal territorio della città provengono il 35% del palladio, il 25% di platino, il 20% di nichel ed il 10% del cobalto utilizzati nel mondo. Tutto questo ha fatto sì che la città sia stata, e sia ancora, una delle più inquinate della Terra. 

Interessante questo articolo:

https://www.panorama.it/news/norilsk-russia-la-citta-cassaforte

Da cui estrapolo questo trafiletto:

 "....Se le sanzioni occidentali contro la Russia avessero colpito questi metalli, molti oggetti che usiamo tutti i giorni sarebbero scomparsi. Perché la loro vita inizia a Norilsk, dove sono ammessi solo quelli che ci nascono e pochi altri controllatissimi casi straordinari.
Dalle fedi nuziali alle corde della chitarra, dagli schermi Lcd agli smartphone, dai veicoli a motore sino alla Iss, la Stazione spaziale internazionale. Uno dopo l'altro si smaterializzerebbero senza il lavoro di questa parte di mondo ghiacciato.
Treni elettrici, microscopi, pannelli solari, laptop e fotocellule hanno fatto la differenza in questi anni; hanno reso la nostra vita più veloce, ma non potrebbero esistere senza nickel o palladio, rame o platino, iridio o cobalto. E ancora oro, argento e i non metalli selenio e tellurio. Per chi a scuola non era forte in chimica,la soluzione è Larisa Zelkova. La vocecarezzevole della vicepresidente senior di NorNickel incanta persino chi sa della tavola di Mendeleev solo per sentito dire.
«Può gridarlo forte: NorNickel è seduta su un'enorme ricchezza, perché miniere così abbondanti altrove non esistono» esordisce.
«Noi siamo il principale produttore al mondo di palladio (con una fetta del 39 per cento). Con il palladio, nichel (14 per cento) e rame sono i nostri metalli di punta. Ad esempio, il suo iPhone contiene tutti i nostri metalli» spiega con la verve della prof che chiunque  ...."



Eventi - Castello di Sammezzano

Segnalo un bellissimo luogo poco conosciuto, il castello di Sammezzano

Di seguito il loro sito web:

https://www.sammezzano.org/

Trattasi di un castello che e' appartenuto alla famiglia aristrocratica fiorentina, i Panciatichi Ximenes d'Aragona. E' stato costruito nell'800 ed e' oramai chiuso da 30 anni,

Le foto, visionabili qui, sono superlative:

https://www.instagram.com/explore/tags/instasammezzano/

https://www.sammezzano.org/gallerievideofoto/galleria-fotografica







Via Giuseppe Garibaldi, 6, 50066 Leccio FI




Storia - Luigi Mosconi - Vari libri su #Bagno di Romagna #Selvapiana #Montegranelli #Oxford

Mi sento di segnalare vari libri di una cara persona, 

Buona lettura


Il disegno di Bagno di Romagna durante le distruzioni e le minacce del fiume Savio fra Cinque e Seicento

di Luigi Mosconi

Descrizione del libro:

l paese di Bagno di Romagna, sorto e ampliatosi nel letto del fiume Savio, ha sopportato per secoli le sue inondazioni che tra Cinque-Seicento, due magistrature fiorentine registrarono con ricchezza di particolari. 

Tra gli architetti, gli ingegneri e i capomaestri che visitarono la Val di Bagno, vi furono tecnici impegnati in importanti realizzazioni di opere pubbliche nel granducato, e nella costruzione di ville e resedi per il principe: tra questi nominiamo Gherardo Mechini; David Fortini, nipote di Niccolò Pericoli detto il Tribolo; Francesco Baglioni, un intagliatore, credibilmente nipote di Baccio d'Agnolo. 

Fra tutti, però, emerge Bernardo Buontalenti che essendo in Val di Bagno, probabilmente per curarsi i primi sintomi della gotta, fu chiamato dal granduca a visitare per suo conto alcuni lavori aperti nella valle. 

La documentazione - che permette di descrivere le tragiche inondazioni e gli interventi degli uomini di Bagno e delle magistrature centrali per risanare il paese, che qualche volta rischiò di essere abbandonato, e mantenere utilizzabili le acque calde - fornisce anche splendide rappresentazioni grafiche, degne anche di una valenza artistica.



Selvapiana. Una curtis di una signoria monastica dalle origini al dominio di Firenze

di Luigi Mosconi

Descrizione del libro:


Il castello di Selvapiana è menzionato, per la prima volta, in una donazione del 1232, quando il figlio di uno sconosciuto Taddeo lo sottometteva alla Chiesa romana. 
Intorno al 1274, Selvapiana apparteneva alla signoria dell'abbazia del Trivio (Montecoronaro) con la quale i discendenti di Taddeo, nominati Della Faggiola, condividevano il potere. 

Uguccione di Rainerio Della Faggiola, al principio della sua esperienza signorile, ma già famoso condottiere nell'Italia centro-settentrionale, custodiva insieme ai suoi fratelli il castello di Selvapiana e alla fine del XIII secolo lo aveva anche fortificato. 

È attendibile che nei primi anni del Trecento, Uguccione abbia ospitato Dante Alighieri nei suoi castelli «ne' monti vicini ad Orbino» - tra i quali non possiamo escludere quello di Selvapiana - come testimonia Giovanni Boccaccio nel suo "Trattatello in laude di Dante", e come vuole anche la tradizione. 

Alla fine degli anni Venti del XIV secolo, quasi tutto il potere della signoria del Trivio era passato nelle mani dei Della Faggiola. Dalla spartizione dei castelli e dei territori di quella casata, Selvapiana toccò a Paolozzo, poi a Cionarino e dopo di lui a un altro Paolozzo.

Quest'ultimo tenne il castello fino al 1404, quando diventò un raccomandato del comune di Firenze. 

Nel 1424, passò dalla parte del duca di Milano e guerreggiò contro i fiorentini i quali, nel 1431, lo spogliarono di tutti i suoi averi. 

Il paese, quindi, fu aggiunto alle altre località della Val di Bagno che i Gambacorti tenevano sotto l'accomandigia di Firenze e quando questi ultimi decisero di lasciare la valle per trasferirsi nel reame di Napoli, Selvapiana fu incluso nel dominio fiorentino.





Montegranelli: la Signoria dei Da Romena nella Val di Bagno a metà del XIV Secolo


di Luigi Mosconi

Descrizione del libro:

La presente ricerca descrive per la prima volta l'essenza di una signoria laica nella Val di Bagno. 

L'amicizia di Dante Alighieri con molti conti da Romena porta a prendere in seria considerazione la presenza del Poeta nel castello di Montegranelli o in quello di Bagno agli inizi del Trecento. 

Le mogli di due di questi conti, tra l'altro, erano, una la figlia di Paolo Malatesta e l'altra, dopo Francesca da Polenta, la moglie di Gianciotto Malatesta: i protagonisti della nota e tragica vicenda amorosa. 

La descrizione della topografia del castello di Montegranelli, dei signori che vi abitavano e delle vie che attraversavano la valle, introducono le vicende del conte Bandino di Uberto da Romena negli anni Trenta-Cinquanta del XIV secolo. 

La posizione giuridica degli uomini della signoria e dei poteri del conte scaturisce dalla narrazione delle concessioni di terre, degli iuspatronati ecclesiastici, dei feudi e delle accomandigie. 

Un regesto, ricco di toponimi, accompagna il lettore all'interno del castello di Montegranelli e in molti luoghi della Val di Bagno dandogli l'emozione di vivere in quegli anni.




Segnalo inoltre che il seguente libro e' disponibile perfino a Cambridge: